“Sono passati oltre due anni dalla pubblicazione dell’Avviso 7, per la realizzazione di percorsi integrati per sostenere l’occupabilità di inoccupati e disoccupati che rientrava nel Programma operativo obiettivo convergenza 2007/2013 del Fondo sociale europeo (Regione siciliana. Asse II – Occupabilità), niente è successo. Non un solo inoccupato o disoccupato siciliano ha potuto usufruire del bando che prevedeva un contributo di 800 euro nette al mese per chi avrebbe frequentato i corsi di formazione e svolto dieci mesi di tirocinio in azienda”.

Questo è quanto sostiene l’Asef (Associazione enti di formazione) che ha deciso, su invito dei propri associati, di aprire una vertenza avviando una class action nei confronti della Regione Siciliana. “Le azioni che riteniamo lesive dell’interesse collettivo – afferma il presidente Benedetto Scuderi – sono il mancato impegno delle somme che rischiano di essere dismesse dall’Unione europea. Gli enti, dopo avere sostenuto le spese di progettazione e avvio, si sono viste negare il diritto, sancito da una immissione in graduatoria e un decreto, al finanziamento e allo svolgimento del progetto finanziato”.

“A tutto ciò – prosegue Scuderi – va aggiunto che il comitato di valutazione, a cui era demandata la funzione di operare la graduatoria di ammissione a finanziamento, ha inserito nell’elenco degli enti ammessi anche enti pubblici per i quali era vietata l’ammissione come sede di work experience”.

Qualche mese fa la Corte dei Conti ha bocciato il bando dopo che la Regione aveva stilato la graduatoria (1123 progetti pervenuti, 382 quelli ammissibili, 412 le osservazioni esaminate da 10 valutatori). I magistrati contabili hanno sottolineato tra l’altro che il bando prevedeva l’attivazione di corsi non solo in ditte private, come espressamente previsto dall’Unione europea, ma anche in enti locali, con il rischio di nuovo precariato.

“La Regione – spiega l’Asef – stava finanziando progetti di enti che prevedevano esperienze lavorative al Comune di Catania, al Comune di Enna, alla Provincia di Ragusa, all’Agenzia delle dogane, in Ipab, scuole e perfino nell’arcidiocesi di Palermo”.