Fino a due giorni fa Nelli Scilabra, la giovane assessore alla Formazione e il governatore Rosario Crocetta erano sicuri del loro piano: l’avviso 20 della formazione professionale si ferma a giugno. Per mettere fine, hanno sempre sostenuto in coro, alla “manciugghia” attorno alla gestione del settore. Un’opera di repulisti che il presidente della Regione ha ostentato pubblicamente.

Nel frattempo hanno annunciato la riforma senza però entrare mai nel merito annunciando solo che la formazione sarebbe stata rivolta ai giovani e incamerando al piano giovani inserito nel Pac – il piano di azione e coesione – i fondi della seconda annualità dell’Avviso 20, depositati in quel capitolo dall’ex dirigente generale Ludovico Albert e dall’ex assessore Mario Centorrino per non perdere i fondi europei. Adesso che la linea Scilabra è confermata nonostante si fossero diffuse voci sull’apertura del presidente Crocetta in un vertice di maggioranza mercoledì pomeriggio, gli animi di riscaldano. Non solo nella maggioranza: i democratici riformisti di Andò e Cardinale avevano già annunciato che se in aula fosse passato l’emendamento che rifinanzia la seconda annualità, l’assessore avrebbe dovuto prenderne atto considerando il voto come una vera e propria sfiducia.

Oggi ci mette il carico anche Marco Falcone, deputato del Pdl che pure aveva difeso l’assessore convinto dell’apertura di Crocetta che dall’assessorato alla Formazione, invece, smentiscono. O meglio: “Il presidente ha sostenuto – dicono dall’assessorato alla formazione – che è disposto a dialogare col Parlamento sulla formazione professionale facendo transitare ciò che di buono c’è nei progetti approvati dall’Avviso 20 e inserendolo nel piano giovani che comunque è sempre soggetto alla contrattazione con la commissione europea”. Ma alla fine il progetto non cambia. Sulla seconda annualità, cioè, Crocetta non ha offerto rassicurazione piena anche in considerazione del fatto che i grillini, i 15 deputati siciliani del M5Stele, sull’argomento esprimono posizioni oltranziste.

Se da un lato infatti, le parole nel vertice di maggioranza, del governatore Crocetta erano sembrate una parziale apertura a modificare la rotta sull’Avviso 20 garantendo il finanziamento della seconda annualità, dall’altro subordinare alla contrattazione europea i progetti già varati nel piano triennale della formazione professionale, sembra a Falcone un’operazione che porterà il governo a rimangiarsi gli impegni. “Noi stiamo lavorando per l’unificazione degli emendamenti – rimarca Falcone facendo riferimento al testo approvato in commissione lavoro e firmato da quattro deputati del Pd, primo Mario Alloro – e prevediamo di portare in aula il testo che ha i numeri per essere approvato. Se così dovesse essere e in presenza di una mancata disponibilità del governo regionale, abbiamo già pronta la mozione di sfiducia per l’assessore. La Scialabra all’atto del suo insediamento disse: ‘sono giovane, non giudicatemi adesso ma dopo il lavoro che avrò svolto’. Dopo sei mesi mi pare che sia arrivato il momento di giudicarla”.

Falcone poi continua e svela i piani dell’assessore Scilabra sui lavoratori della formazione che da giugno saranno fermi: “E’ stato detto che 45 milioni di euro dal piano giovani che ha una dotazione di 452 milioni di cui 286 della seconda annualità dell’Avviso 20, saranno utilizzati per finanziare la riqualificazione del personale per i successivi sei mesi in attesa della riforma complessiva e nel frattempo i lavoratori sarebbero indennizzati con 600 euro al mese. La formazione, oggi più che mai, è allo sbando. Non si può dimenticare che con gli enti di formazione che hanno avuto approvati i progetti dell’Avviso 2o è stato pattuito un vero e proprio contratto. Non si può far saltare tutto all’improvviso”.

Il rischio, comunque, sostengono dall’assessorato è che pur facendo passare in aula l’emendamento che rifinanzia la seconda annualità, il commissario dello Stato intervenga con un’impugnativa dell’emendamento dato che i fondi del piano giovani sono contenuti nel Pac che è un documento finanziario legato alla programmazione dei fondi europei, la cui dotazione cioè non è inserita nel bilancio di previsione finanziaria. La tesi opposta invece sostiene che l’indirizzo economico di utilizzazione di quei fondi possa essere stabilito proprio dal bilancio di previsione. Di certo c’è che la materia della formazione è un punto essenziale per il governatore Crocetta per la raccolta del consenso in aula: i voti del centrodestra e della sua maggioranza o quelli dei grillini?

edd