Nonostante la legittima diffidenza dei lavoratori del settore e dei sindacati reduci da una infuocata estate di scontri al tavolo della riforma della formazione professionale, l’assessore Scilabra ha mantenuto la promessa, ‘salvando’ la formazione permanente.

E così, mercoledì 18 settembre ha firmato, insieme alla dirigente generale Anna Rosa Corsello, la direttiva relativa alla formazione permanente, o più tecnicamente, alle proposte di “Percorsi formativi per il rafforzamento dell’occupabilità e dell’adattabilità della forza lavoro siciliana”.

Almeno adesso è stato messo nero su bianco. Perché per mesi i sindacati hanno denunciato il disinteresse del governo regionale verso un ambito della formazione che andrebbe invece potenziato e che il Piano Giovani, al suo debutto, non aveva tenuto in considerazione.

Le proposte formative potranno essere presentate, entro 20 giorni dalla data di pubblicazione della direttiva – avvenuta ieri – sul sito del Dipartimento regionale dell’Istruzione, dagli enti beneficiari di finanziamenti a valere sull’Avviso 20.

Il documento stabilisce innanzitutto una riduzione del 50% del monte ore complessivo per singola provincia “in quanto l’offerta si rivelerebbe sovradimensionata ai fabbisogni formativi e non conforme al principio di futura occupabilità”. Nel decidere quali corsi riproporre gli enti dovranno comunque dare priorità a quelli pluriennali che non si sono ancora conclusi, in modo da permettere il conseguimento della qualifica. Altra opzione è quella di mantenere lo stesso numero di corsi ma riducendone la durata.

Bisogna tuttavia considerare che la formazione permanente già di per sé e piuttosto breve (prima della riforma da 50 a 300 ore) perché meno generalista del resto dei corsi e rivolta a lavoratori o disoccupati che vogliono acquisire maggiori competenze o devono colmare dei gap evdienziati da precedenti esperienze lavorative.

Una parte sostanziosa della direttiva riguarda inoltre le procedure atte a garantire la legalità dell’operato degli enti. Viene infatti specificato che prima del finanziamento e e della stipula di convenzione, “l’amministrazione regionale richiederà alle Prefetture competenti le informative antimafia nei confronti degli Enti di formazione” e che “successivamente l’informativa sarà richiesta per i rapporti in itinere soltanto quando ci sia modifica della compagine sociale e nei casi in cui l’Amministrazione venga a conoscenza di fatti, ad esempio tramite notizie di stampa, segnalazioni di soggetti esterni, rapporti dell’Autorità, certificati certificati di carichi pendenti o camerali, ecc, che facciano ipotizzare che vi siano collegamenti tra l’ente e la criminalità organizzata”.

Il fronte della formazione professionale resta tuttavia infuocato. Soltanto ieri l’ultimo scandalo. Il governatore Crocetta e l’assessore Scilabra hanno denunciato al procuratore Leonardo Agueci 4 enti di formazione che avrebbero messo a segno “un furto senza precedenti”, frodando la Regione per 8 milioni di euro.

Rimane ancora incerto il futuro dei 1.800 lavoratori degli sportelli multifunzionali che annunciano ancora mobilitazioni.

Scarica la direttiva sulla formazione permanente.