All’indomani dell’accordo sulla formazione annunciato con grande enfasi, i nodi cominciano a venire al pettine in attesa della giunta di governo che domani dovrà dire qualcosa di chiaro rispetto ai tanti punti rimasti in sospeso.

Ad avviare la stagione dei distinguo sono i sindacati confederali. Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil scuola giudicano positivamente “il fatto che il Presidente Crocetta – dice una nota- abbia aperto il confronto sulla formazione professionale con le organizzazioni sindacali riconoscendo l’importanza dello strumento del dialogo con le parti sociali.
 Valutano, inoltre, positivamente l’ammissione del Governo dei ritardi e dei malfunzionamenti della macchina amministrativa degli assessorati che hanno competenze in materia”.

Sottolineano però che “ancora non si è giunti ad un accordo definitivo. “Ieri è stato sottoscritto un verbale importante – scrivono- che fissa alcuni punti d’intesa, ad esempio sullo sblocco degli stipendi, ma lascia ancora aperte questioni come il finanziamento della seconda annualità dell’avviso 20 con almeno 240 milioni (il Presidente della Regione parlava di 220), l’avvio delle attività OIF e degli sportelli multifunzionali”.

Ma nel garbato comunicato c’è di più. Si valutano “positive ma insufficienti, seppur nella direzione giusta per la firma dell’accordo, le dichiarazioni del Presidente Crocetta e dell’Assessore Scilabra e le aperture sul finanziamento del secondo anno per 220 milioni”.

Ma a precisare il fatto che un accordo in realtà ancora non c’è, sono anche esponenti della stessa maggioranza del Presidente della Regione che lo aveva dato per firmato“E’ un fatto estremamente positivo che siano riprese le relazioni sindacali sulla formazione professionale – dice Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Megafono all’Ars -. Va dato merito al presidente Rosario Crocetta di una grande opera di mediazione che ieri ha fatto sì che si sbloccassero gli stipendi arretrati per migliaia di dipendenti e si garantissero le premesse per la creazione di un albo unico dei formatori”.

Da mesi con solo spirito costruttivo e mossi da una sincera preoccupazione, visto che le rigidità non si sono rivelate utili, chiedevamo un’apertura sincera al confronto con le parti sociali – dice Giuseppe Picciolo, capogruppo dei democratici riformisti per la Sicilia – in questo senso avevamo visto bene nel chiedere a più riprese che il governatore Rosario Crocetta in prima persona scendesse in campo a dirimere la controversa vicenda. Ci sono voluti ben tre scioperi in trenta giorni per accorgersi che vi era un problema serio ed una grave ipoteca sul futuro dei lavoratori della formazione professionale.  Si sarebbe potuto fare meglio e prima se ci fosse stato un maggiore reciproco ascolto. Ci attendiamo adesso un sincero e definitivo chiarimento tra Assessore e Commissione”.