Ogni nuovo evento che si rispetti deve essere accuratamente pubblicizzato, in modo tale da consentire, chi fosse interessato, a parteciparvi.

Ogni nuovo evento, a Palermo, dovrebbe essere reso manifesto con cautela.

È il caso del nuovo centro commerciale “Forum Palermo”, che mantenendo fede a tutte le previsioni sibilline del caso, ha scatenato caos e stati febbrili di euforia all’ennesima potenza, il tutto moltiplicato all’infinito… il risultato? Fate un po’ voi.

Io ho visto cose che voi umani neanche potete immaginare: creaturine inscatolate nel traffico come filetti di alici in latta; la strada centrale che dà anche accesso alla città di Villabate interrotta, con annessi e connessi, ovvero restringimento della carreggiata e polveroni nebbiosi che si sollevano per un debole soffio di vento, tipico dei manti stradali non asfaltati;  accogliente  e odoroso ingresso esaltato da “inebrianti olezzi ” provenienti da cumuli di immondizia risalenti all’era glaciale (colpevoli  quei gran vastasi dei mammuth??); scarsità, ovvero assenza di segnaletica chiara, grande, cubitale per consentire a chi soffre di labirintite e a chi entrando lì dentro ne fosse contagiato, di distinguere l’entrata  dall’uscita ma soprattutto di tentare di scavare, in quei famosi cassetti della memoria,  il ricordo ormai appannato di dove l’auto fosse stata parcheggiata; fioca illuminazione all’uscita del forum, che si sa, favorisce “gli incontri” anche quelli del terzo tipo con esserini dalle equivoche e ambigue “intenzioni”; insomma… esperimento bocciato, per quanto mi riguarda!

Forse ancora Palermo non è pronta ad avvicinarsi alla mentalità del consumo veloce mordi e fuggi e alla filosofia dei centri commerciali e in fondo non è poi così male se si pensa che queste gigantesche navicelle spaziali (nel senso che abbattono la dimensione dello spazio e del tempo) nacquero per primi, proprio in quei paesi, sì capitalisti, ma dal clima proibitivo, (basti pensare al Nord America e al Nord Europa), per catalizzare non solo la voracità dello shopping compulsivo, ma anche per creare un ritrovo al  coperto, dove poter trascorrere del tempo libero a misura di famiglia.

A Palermo c’è il sole almeno 300 giorni l’anno… se per Parigi vale il detto di “Ville Lumière”, per Palermo oserei coniare un neologismo:“Ville en Pleine Air”….ai posteri l’ardua sentenza!