Alla tornata delle elezioni europee mancano da oggi due mesi quasi esatti. Eppure sulle candidature l’incertezza è ancora la parola all’ordine del giorno. Non per Gianfranco Miccichè, già animatore di Forza Italia in Sicilia nel periodo d’oro del 61 a 0 e poi fondatore di Forza del Sud prima e Grande Sud, dopo, in un percorso di allontanamento da Berlusconi che non ha mai significato per loro ‘rottura’.

Oggi infatti, Gianfranco Miccichè è lanciato verso le elezioni europee, candidato nelle liste di Forza Italia appunto. E comincia il suo tour elettorale per la Sicilia. Appena ieri sera a Monforte San Giorgio in provincia di Messina coadiuvato dal coordinatore dei Club Forza Silvio per la Sicilia Orientale, Lino Villardita. Ed è su club Forza Silvio nel territorio che punta l’azione di rilancio dell’immagine del partito in tutta Italia. In Sicilia, secondo le fonti di FI, ne sono nati 1200 di questi circa 800 sono realmente operativi con la firma degli atti costitutivi che prevedono la presenza di almeno cinque persone che animino le attività.

Appena poche ore fa Berlusconi ha dichiarato che nessuno dei suoi figli sarà candidato alle elezioni europee. Questo vuol dire che lei sarà capolista nel collegio Sicilia-Sardegna?

“Questo lo deciderà il partito. Io ho offerto a Berlusconi la mia disponibilità a candidarmi. Credo che l’abbia accolta con favore ma sulle posizioni in lista tocca ad altri decidere”

In Sicilia, qualche mese fa, Berlusconi ha nominato Vincenzo Gibiino coordinatore regionale. Si aspettava un trattamento diverso?

“Ma no, assolutamente. Io e Stefania Prestigiacomo ma anche altri, siamo stati ben felici quando Berlusconi ci ha chiamato per chiedere il nostro parere. Era scontato che si cercasse una persona nuova e Gibiino può interpretare bene la necessità di rinnovamento di Forza Italia”.

 Restiamo un poco in Sicilia. All’Ars dopo la scissione fra Ncd e FI e quindi la scomparsa del Pdl, i gruppi parlamentari restano divisi nonostante Grande Sud abbia aderito idealmente al progetto di Berlusconi. Non sarebbe opportuna una unione che ne farebbe peraltro un gruppo molto numeroso?

“Sono d’accordo con lei. Su questo argomento abbiamo discusso molto. Però è anche vero che i deputati hanno bisogno di un po’ di tempo per assimilare l’unione. Si farà in seguito. Niente di grave”.

Torniamo a parlare del nazionale e delle europee. Berlusconi sostiene che l’affluenza al voto verosimilmente sarà intorno al 47%. Con questi dati e considerando l’immobilità del vostro leader, pur con l’escamotage del nome nel simbolo, pensate di riuscire a mantenere il vostro zoccolo duro di consensi?

“Se Berlusconi fosse presente in lista, sicuramente avremmo risultati migliori. Non so se alla fine nel simbolo ci sarà il nome di Berlusconi. Ma il nostro è un progetto serio e credibili e gli elettori lo dimostreranno concretamente”.

E anche vero che il suo partito naviga in cattive acque: si parla di divisioni interne fortissime e ancora Berlusconi non si decide ad affidare le cariche interne a Forza Italia. 

“Non mi faccia dire cose che non mi riguardano. Non ho idea di quanto accade nel partito e non mi fido delle ricostruzioni. Mi considero nella fase in cui non ho impegni all’interno del partito come un tempo. Offro la mia disponibilità per l’Europa, per la Sicilia in Europa”.

Alfano se ne è andato. Non si è mai risparmiato sull’ex segretario del Pdl. 

“Se non avesse lasciato il cavaliere,  io non sarei rientrato in Forza Italia”.

Pensa che Alfano sia stato un errore di valutazione di Berlusconi?

“No, no. Un errore mio che gliel’ho portato”.

La compagna di Berlusconi, Francesca Pascale in un’intervista a Repubblica sostiene che Berlusconi sia stato influenzato da persone indegne delle sua fiducia e che ancora ce ne siano pronte ad approfittarne.

“Io  penso che siano andati tutti nel Nuovocentrodestra”.