Dopo l’ennesima frana sulla Catania-Messina il M5S chiede azioni immediate ed urgenti oltre allo scioglimento del Cas: “Uno stipendificio che non serve a nulla”. L’ennesimo crollo sulla Catania-Messina che ha reso off-limit un altro pezzo di Sicilia non può assolutamente passare sotto silenzio per il M5S, che chiede allo Stato che mandi l’esercito a contrastare i crolli che ormai sono l’ordinaria amministrazione nell’isola.

“Qui – dice il deputato Giancarlo Cancelleri – non si tratta di calamità naturale, ma di assoluta mancanza di manutenzione, che non viene fatta per un assurdo rimpallo di responsabilità che il Cas vorrebbe scaricare addosso ai Comuni. E intanto le imprese sono al collasso, mentre la Regione sta a guardare. Noi diciamo basta. Intervenga l’esercito e tolga il pallino di mano a questa gente incompetente ed irresponsabile”.

Il M5S chiede pure lo scioglimento del Cas, “un inutile carrozzone che sta in piedi solo per erogare stipendi e non servizi”.

“Ricordo – afferma Cancelleri – che per la Catania-Messina si paga un pedaggio, a fronte di servizi veramente inaccettabili. Aboliamolo”.

A suffragio della tesi dello scioglimento del Cas porta alcuni elementi la deputata Valentina Zafarana. “Ci sono – dice la Zafarana – almeno ottocento inadempienze da parte del Cas, riguardo a sicurezza, sicurezza delle gallerie, guard-rail, manto stradale e via discorrendo”.

Intanto il capogruppo Giorgio Ciaccio ha chiesto al presidente della quarta commissione Giampiero Trizzino di convocare con urgenza in audizione sul tema della viabilità siciliana. Il presidente della Regione Crocetta, gli assessori al Territorio e alle Infrastrutture Croce e Pizzo e il dirigente del dipartimento Protezione civile Foti.

“Le strade siciliane – dice – sono veramente impresentabili, oltre che insicure. Una dopo l’altra stanno cedendo. Vuoi vedere che alla fine della giostra l’unica percorribile rimarrà la bistrattata trazzera?”