Franco Battiato se ne va. Il cantautore catanese non è più assessore al turismo della giunta Crocetta, cacciato con infamia dopo le polemiche sulla sua infelice frase pronunciata a Bruxelles. Cacciato insieme allo scienziato di fama internazionale Antonio Zichichi che con la polemica non aveva nulla a che vedere.

Che Battiato e Zichichi da assessori avrebbero avuto vita breve era chiaro praticamente a tutti ma sul fatto che finisse nella “cacciata per infamia” nessuno avrebbe scommesso un euro. Ma Crocetta può e può anche questo.

Di Battiato torneremo ad occuparci, adesso, nella veste che più gli è congeniale ovvero quello di cantautore. Ma della sua attività di assessore cosa resta? A guardar bene non ci sono atti né scelte, una sola conferenza stampa del 7 febbraio scorso nella quale, indignato,  abbandonando il suo tradizionale “centro di gravità permanente”, Battiato tuonava contro i suoi predecessori.

Chi non si ricorda del suo anatema: “Al turismo non c’è più un euro, si sono rubati tutto“. Il riferimento era all’impegno di tutte le somme disponibili in attività come il circuito del Mito. Un’accusa alla quale il predecessore Daniele Tranchida aveva risposto per le rime.  E che promette seguiti giudiziari.

Ma Battiato non si separerà del tutto dalla Regione siciliana. Andando via e riprendendo la sua attività di cantautore (che in realtà non aveva mai lasciato) con se porta quantomeno i marchi ed i contributi dell’assessorato che ha guidato. Almeno così ci raccontano i manifesti delle tappe siciliane del suo tour comparsi proprio ieri sui muri delle nostre città.

L’evento, dicono i loghi in basso in fondo al manifesto, è patrocinato dalla Regione siciliana, Assessorato regionale al turismo e riporta i marchi del PO FESR 2007/2013 ovvero il piano di utilizzo dei fondi comunitari siciliani e dell’iniziativa “Le notti del Mito” ovvero proprio una di quelle iniziative contro cui Battiato si era scagliato.

Contributi certamente  concessi in sede di pianificazione degli eventi culturali e turistici siciliani dei quali Battiato personalmente non era a conoscenza o forse stabiliti perfino prima che diventasse assessore. Ma delle due l’una: o i contributi sono stati concessi durante la reggenza di Battiato dell’assessorato o sono stati rilasciati dal suo predecessore.

Nel primo caso la scelta parrebbe inopportuna nel secondo una parte dei soldi spariti sono stati ritrovati ?

Ma non finisce qui. Tutti i concerti annunciati sui manifesti, infatti, sono previsti all’interno di teatri, per così dire, pubblici. A Catania nei locali del teatro Massimo Bellini, a Messina al teatro Vittorio Emanuele e a Palermo al teatro Politeama. Nei primi due casi il presidente del teatro viene espresso dalla Regione siciliana quando non è addirittura l’assessore al Turismo. Nel caso di Palermo a guidare il teatro Politeama è un altro assessore della giunta Crocetta, Ester Bonafede.

Quello che più d’altro sembra indicativo non è tanto la presenza del marchio della Regione che, in taluni casi, può essere concesso anche a titolo di patrocinio gratuito. Al contrario il marchio del PO FESR che riguarda fondi comunitari non sembra possa essere concesso a titoli gratuito ma che indichi esclusivamente gli eventi finanziati con i fondi comunitari.

Chi non si sorprende è l’ex assessore al Turismo Daniele Tranchida, che “inventò” il circuito del mito. “Ricordo perfettamente di aver inserito almeno tre concerti di Battiato nel cartellone del circuito del Mito. Così come ricordo – dice Tranchida – di aver nominato per due volte Battiato direttore artistico del festival di Milo”. Tranchida, però, non ricorda importi e date.

Ma con i finanziamenti regionali Battiato e soci hanno ampia confidenza. alle casse della Regione costò ben centomila euro il documentario su Gesulado Bufalino del quale Battiato fu regista. Il finanziamento arrivava dalla film Commission della Sicilia ed era destinato alla società della Kasba comunicazioni, azienda posta in liquidazione dal 6 dicembre 2012, della quale erano comproprietari, insieme a Domenico Pagoto, due degli uomini che Battiato si è poi portato in assessorato come esterni al gabinetto.

Ormai, comunque, non importa, Battiato non c’è più e con se porta solo questo souvenir dell’assessorato, un cadeaux per ricordarsi di noi come noi ci ricorderemo di lui.

La sensazione  (ma si badi bene è solo una sensazione) è che l’infausta frase del bravo cantautore sia stata un’ottima occasione per togliere d’imbarazzo il Presidente della Regione.