“Ho detto a Berlusconi che è un errore far cadere il governo. È chiaro che le elezioni non le vuole nessuno. C’è un gruppo di senatori a me più vicini, Gibiino, Torrisi e Pagano… Se si apre una fronda, se si apre questo discorso di far cadere il governo, si crea una situazione che non si riprende più anche perché nessuno vuole rientrare a casa… Se lui apre la crisi sarà una tragedia: siamo più di tre quattro, siamo assai”.

Il clamoroso fuorionda di Giuseppe Castiglione, sottosegretario alle Politiche agricole e coordinatore del Pdl in Sicilia, davanti alle telecamere di Piazzapulita, la trasmissione di La7, conferma la guerra in atto nel partito di Silvio Berlusconi fra i falchi e le colombe, fra chi sta con il Cavaliere senza se e senza ma e chi non vuole la crisi del governo Letta. Castiglione sarebbe pronto a sostenere Letta in caso di crisi di governo.

Una fronda tutta siciliana secondo Castiglione. Ma Dore Misuraca, coordinatore regionale del Pdl Sicilia,  prova a gettare acqua sul fuoco: “Perche’ creare lacerazioni interne al Popolo della Libertà, mettendo all’indice Angelino Alfano e coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare per creare un’area moderata alla quale milioni di cittadini possano fare riferimento?”. Insomma per Misuraca i problemi sono altri e chiede unità al partito.

“Occorre essere uniti, fare fronte comune per formare un’alternativa politica valida, in modo da poter consentire al Paese di uscire dalla recessione, proponendo azioni di governo in grado di rilanciare l’economia. Non possiamo – conclude – sottovalutare i continui attacchi da parte degli avversari politici che, in queste ore più che mai, vogliono liquidare i nostri  vent’anni di storia politica, con un voto che sancisce l’inagibilità politica del nostro Leader, il Presidente Silvio Berlusconi”.