Il processo di accorpamento delle Camere di Commercio scuote il mondo dell’imprenditoria siciliana che di rimando bacchetta la politica. In particolare Confcommercio è critica sullo stop alla fusione delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa che rappresentano complessivamente ben 180mila imprese.

Sulla questione è intervenuto il presidente regionale di Confcommercio Pietro Agen che in una conferenza stampa ha sospettato “intollerabili intromissioni da parte di parlamentari per impedire la fusione” snocciolando anche i recenti dati  pubblicati nei giorni scorsi dallo Svimez che “non disorienta Confcommercio che li giustifica come una logica conseguenza di una politica inesistente in Sicilia: in sette anni, da Lombardo a Crocetta non c’è mai stato un progetto di sviluppo per la nostra isola”.

Va precisato che la riforma del sistema camerale è stata volute dal Governo Renzi e poco tempo fa l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  venne in visita a Catania per assistere alla firma del Patto del Sud Est, che vedeva riunite in un’unica logica di sviluppo territoriale Catania, Siracusa e Ragusa.

In quella occasione Confcommercio si astenne dal partecipare facendo presente che mancava al progetto un soggetto unitario delegato a svolgere la funzione di sviluppo”, si legge nella nota a consuntivo della conferenza stampa.

“Se per le prime due (Enna-Palermo ed Agrigento-Caltanissetta-Trapani, ndr) il procedimento è spedito e va a buon fine resta il mistero di quanto sta accadendo per Catania Siracusa e Ragusa. Il 21 luglio – dice Agen – la Commissione tecnica a cui è demandato il parere sulla funzione delle tre Camere, alla presenza del rappresentante della Regione Sicilia, esprime parere favorevole alla fusione, dopo un precedente rinvio per approfondire i rapporti relativi alla Camera di Commercio di Messina. Nella riunione del Mise del 30 luglio, che avrebbe dovuto deliberare la fusione e nominare il commissario ad acta, tutto viene rimandato a causa di una presa di posizione della Regione Sicilia determinata dagli interventi dei sottosegretari Castiglione e Vicari che bloccano la ratifica rinviando l’argomento”.

Agen, assieme al numero uno di Confcommercio Catania Riccardo Galimberti e il presidente di Confcommercio Siracusa Sandro Romano, si è detti pronto a raccontare tutto alla Procura della Repubblica di Palermo.

“Attenderemo il 5 agosto – afferma Pietro Agen – per vedere se il Mise determinerà finalmente la fusione, in caso contrario chiederemo un incontro al procuratore di Palermo per renderlo edotto su una serie di fatti che nel loro insieme assumerebbero particolare rilevanza”.

Critico anche il presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti che in una nota aggiunge:  “Probabilmente a qualcuno non stava bene che il commissario ad acta fosse il segretario della maggiore Camera di Commercio, ovvero il dott. Pagliaro di Catania. E diciamo questo perché nei giorni scorsi si sono sviluppati movimenti mirati ad ottenere scelte diverse. Oppure -, prosegue Galimberti –  la politica che oggi ha i numeri per comandare gli aeroporti di Catania e Comiso è spaventata dall’idea di perdere il controllo come succederebbe se si giungesse alla fusione”.

I vertici di Confcommercio hanno anche annunciato di volere chiedere un incontro “con il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Movimento Noi con Salvini e La Destra di Musumeci per avere l’appoggio su una vicenda che è moderato definire scandalosa. Così come chiederemo una presa di posizione da parte del sindaco Bianco, del presidente di Unioncamere regionale Montante e del presidente di Unioncamere nazionale Lo Bello”.

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