Con 48.288 giovani registrati sul portale la Sicilia è la seconda regione d’Italia per richieste di partecipazione al Piano garanzia Giovani. I dati provengono dal 33esimo report settimanale pubblicato sul portale online del piano.  La maggior parte dei giovani registrati al programma risiede in Campania con una rappresentanza pari al 14% del totale (51.847 unità); mentre il 13% proviene dalla Sicilia. Staccate tutte le altre regiooni visto che la terza è il Lazio con e il 7% (25.176 unità).

A fronte di questi dati la Sicilia resta una delle poche regioni a non avere ancora impegnato il 30% dei fondi come previsto nel corso del 2014 e a non avere ancora dato il via alle selezioni visto che il Ciapi ha riscontrato 500 incongruenze nei curricula di altrettanti ex sportellisti selezionati per fare questo lavoro.

Gli iscritti a “Garanzia giovani” raggiungono, complessivamente, quota 364 mila anche se nel periodo intercorso dall’ultima lettura dati si rileva un incremento di oltre 9 mila unità che tuttavia è piuttosto contenuto rispetto al trend crescente cui siamo stati abituati nelle edizioni settimanali del 2014.

I giovani registrati rappresentano, ad oggi, il 21,2% del cosiddetto “bacino potenziale”, costituito da 1 milione e 723 mila giovani Neet (disoccupati e inattivi ma disponibili a lavorare) stimati dalla Rilevazione continua sulle forze di lavoro (media 2013).

Per quanto riguarda la composizione per genere ed età dei giovani registrati, il 51,2% di essi è costituito da ragazzi e il 49,8% da ragazze. Rispetto alla rilevazione precedente si evidenzia una seppur minimale crescita della quota di ragazzi dello 0,1%. Va rilevato come la quota femminile aumenti progressivamente al crescere dell`età, raggiungendo il 55% tra gli utenti registrati in età superiore a 25 anni.

Nel complesso, gli under 18 rappresentano il 9% degli aderenti, mentre il 52% dei registrati si concentra nella fascia di età compresa tra i 19
e i 24 anni.

In termini di titolo di studio, i giovani registrati sono così suddivisi: il 19% ha conseguito una laurea, il 57% risulta essere diplomato, il rimanente 24% risulta avere un titolo di studio di terza media o inferiore.