Acireale non ci sta. Il giorno dopo il via libera alla norma che abolisce le Province e avvia il percorso che ridisegna i territori siciliani, il sindaco acese Nino Garozzo tuona contro la legge votata all’Ars: “È inutile e dannosa, che non aggiunge nulla alla abolizione delle Province, già sancita dalla legge regionale 9 del 1986, con l’aggravante che rimanda ad una legge successiva compiti e funzioni di quelli che, non sono nuovi ma vecchi organismi di consorzio tra comuni, compresa l’Area Metropolitana”.

Garozzo anticipa che non appena sarà pubblicata la Legge, proporrà all’attuale Consiglio comunale “l’approvazione di una delibera con cui si chiede, come Legge consente, l’esclusione di Acireale dall’area metropolitana”. Secondo il primo cittadino acese occorre anche un ragionamento “sulla eventuale costituzione di un nuovo consorzio di comuni che, pur se ridimensionato nel numero minimo di popolazione (da 180 a 150mila), per il meccanismo creato (delibera con approvazione dei due terzi del Consiglio e con referendum confermativo di una vasta area) diventa più ipotesi sulla carta che percorso dalla concreta attuazione”.

Anche il deputato acese di Forza Italia, Basilio Catanoso, critica la legge votata all’Ars ponendo la questione delle identità territoriali. “Ancora una volta l’approssimazione e l’ignoranza della storia e dei luoghi, la fanno da padrone nelle iniziative del Governo Crocetta”, spiega Catanoso in una nota.

Il parlamentare di Forza Italia non ne vuole sapere delle nuova riforma e suona l’adunata: “L’assoluta mancanza di rispetto verso le tradizioni e l’identità di intere comunità chiama tutti coloro i quali sono all’opposizione di questo Governo regionale, a battersi assieme alle popolazioni interessate contro la applicazione di questa assurda e fantomatica legge”.

Secondo Catanoso, “con un colpo di spugna si cancellano tutte le identità, come da sempre la sinistra ama fare: una legge che sopprime le specificità e massifica il tutto. Ci batteremo, a partire da Acireale, perché non passi questa atto di arroganza”.