“Palermo libera tutta”. Per la quinta città più grande d’Italia, è una serata speciale. Perché migliaia di persone insieme, rivendicano il diritto di essere liberi di mostrarsi per quello che si è.
Musica e colori riempiono le strade del capoluogo siciliano, per la parata conclusiva del Palermo Pride 2012.

Tra canti e balli, la città si trasforma in un mondo colorato dove a testa alta, e con orgoglio, l’unicità del singolo diventa risorsa ed arricchimento per la società intera.

A sfilare tredici carri e circa 40mila partecipanti di tutte le età per il pride palermitano che si conferma tra i più partecipati di Italia nonché momento di aggregazione dell’intera cittadinanza. Insieme agli esponenti della comunità Lgbt, ci sono migranti, lavoratori, studenti, disoccupati. Mani che stringono mani e che raccontano di un grande sogno: quello di vivere in una società dove i diritti siano uguali per tutti, e dove nessuno debba più nascondersi o essere additato.

In testa al corteo, Massimo Milani ed il compagno Gino Campanella, entrambi punto di riferimento della comunità Lgbt a Palermo, tra i fondatori del primo circolo Arcigay che proprio qui venne costituito nel 1981.
Ad adornare i loro abiti, fiori e frutta, in mano i cartelli con su scritto “Famiglia Naturale”, “perché – ci spiegano – è naturale per noi stare insieme, tutte le famiglie hanno la stessa dignità se nascono dall’amore che vuol dire dignità e quindi diritto. Siamo una famiglia di serie A”. Gino e Massimo stanno insieme da 34 anni, con amore e con quel sorriso con il quale hanno portato avanti, e con forza, una dura battaglia per la libertà.

“Noi vogliamo Palermo così per 365 giorni, cioè una città aperta a tutti, la casa di ognuno”, dice Giulia De Spuches, tra i portavoce di Palermo Pride.
Quest’anno, il corteo è partito dal Foro Italico, tra i luoghi dove la notte si consumano gli amori clandestini tra persone omnosessuali che non hanno il coraggio di dichiararsi.

“Oggi invece – conclude Massimo Milani – questo luogo riunisce tutti coloro che non sempre sono liberi di vivere alla luce del giorno“.

Ad aderire alla terza edizione della manifestazione, oltre trenta associazioni, tra le quali Arcigay, Articolo3, Unione degli Universitari, Amnesty Intenational, Palermo Lesbicissima, Arcigay Catania, Agedo.

Sarebbe bello vedere Palermo così più spesso. Sarebbe bello avere la certezza che la libertà appartiene a tutti, indistintamente e che nessuno può violarla.