Il territorio geopolitico della Sicilia si trasforma. La riforma delle Province ha innescato, come prevedibile, una serie di rimodulazioni delle aeree, così Gela, Niscemi e Piazza Armerina sono ad un passo dal confluire nella Città Metropolitana di Catania. Poi ci sarà tempo anche per ‘litigare’ sull’elezione del sindaco metropolitano che avverrà in autunno.

Dopo i referendum e le delibere di giunta, infatti, in attesa della definitiva ratifica dei rispettivi consigli comunali, i tre comuni  in questione vanno verso l’adesione e stamani i rappresentanti delle cittadine hanno partecipato ad una conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa che si è tenuta a Palazzo degli Elefanti. Nello specifico per Gela c’era il neo sindaco Domenico Messinese e per Piazza Armerina Filippo Miroddi oltre ai rappresenti dei comitati promotori del referedum di adesione alla città metropolitana catanese dei tre comuni.

“Stiamo lavorando per i nostri territori senza differenze di colore politico – ha detto il sindaco di Catania, Enzo Bianco -. Il 50 per cento del prodotto interno lordo dell’Italia viene prodotto nelle 14 città metropolitane del Paese  e circa l’80 per cento della capacità di innovazione e ricerca del sistema produttivo italiano è legato a queste grandi aere urbane dove si gioca il futuro dell’Italia”.

La Città metropolitana di Catania, che coincide con la vecchia provincia, oggi, così com’è, risulta essere  la settima area del Paese : “Superiamo perfino Genova e Bologna – spiega Bianco. A seguito della volontà popolare, che in democrazia conta più di qualisiasi altra cosa, con l’adesione di queste tre cittadine aumentiamo di quasi 130 mila abitanti con realtà molto importanti e diversificate: Gela dal punto di vista industriale, Niscemi da quello agricolo e Piazza Armerina da quello turistico. Cuori pulsanti dell’economia dell’isola. Ci attesteremo come grandezza a Palermo e Bari, al quinto posto in Italia”.

La Città metropolitana avrà il vantaggio di avere attribuzioni superiori a quelle dei consorzi dei comuni. Non scompariranno né verranno soppresse le strutture comunali.

“Non sopravvive nè il più forte né il più intelligente ma solo chi sa adattarsi – ha detto il sindaco di Gela – per questo abbiamo deciso di aderire alla Città Metropolitana di Catania. Passare dal un libero consorzio di comuni alla Città metropolitana è un atto assolutamente migliorativo. I cittadini gelesi hanno scelto di aderire ad un territorio più affine che offre maggiori prospettive di crescere”.

“La democrazia popolare deve essere assolutamente rispettata – ha detto il sindaco di Piazza Armerina – e quindi rispetteremo il referendum e la volontà del consiglio comunale che si esprimerà nei prossimi giorni. Abbiamo un’opportunità di crescere in un momento molto difficile. Con Catania abbiamo tante affinità e questa è una vera opportunità di sviluppo”.

Sono anche intervenuti anche i tre portavoce dei comitati referendari, per Gela Filippo Franzone, rappresentante del Comitato per lo sviluppo gelese, per Piazza Armerina Salvatore Murella e per Niscemi Luigi Gualato. Tutti e tre hanno espresso la forte convinzione che “l’adesione alla città metropolitana di Catania è necessaria per lo sviluppo dei comuni”. I rappresentanti dei comitati, hanno ringraziato “il sindaco Bianco per l’impegno e per essere un punto di riferimento per tutto il territorio”.

I tre comuni stanno dunque aderendo alla Città Metropolitana di Catania poiché la legge regionale prevede che i comuni compresi nel libero Consorzio di appartenenza possono distaccarsi dal Consorzi per aderire alla relativa Città metropolitana, a condizione che esista la continuità territoriale, come in questo caso.

I referendum che si sono svolti nei mesi scorsi hanno registrato percentuali schiaccianti a favore dell’adesione, addirittura fino al 99% a Gela dove hanno votato 25 mila persone.

Da un punto di vista politico sarà interessante capire chi sarà a guidare la Città metropolitana: il sindaco potrà essere eletto dai consiglieri comunali di ogni città che fa parte del territorio, quindi si capirà chi avrà l’apparato più forte.