La migrazione di Francantonio Genovese dal Partito Democratico a Forza Italia sembra aver creato malcontento all’interno del partito berlusconiano. Gli effetti collaterali politici sono tutti comprensibili: si tratta pur sempre dell’ex segretario del Pd siciliano, passato alla concorrenza.

Molto duro l’affondo dell’onorevole Basilio Catanoso, il quale probabilmente si sente scavalcato dalla trattativa condotta privatamente da Gianfranco Micciché e non usa mezzi termini nella sua invettiva: “Io, come si sa, non faccio politica per farmi i cazzi miei e la faccio, viceversa, per le mie idee e nell’interesse dell’Italia”.

Per il deputato acese ex An la questione Genovese non è legata alle disavventure giudiziarie dell’ex sindaco di Messina, ma ad una linea di principio, di identità. “Quelli che sarebbero i nuovi “acquisti” – spiega – sono solo coloro che coi loro voti hanno fatto perdere al Centrodestra le Regionali siciliane e le ultime Elezioni politiche, avendo sottoscritto e pubblicizzato il programma del Pd in tutti i modi (legittimamente peraltro… Genovese era il coord. reg. del Pd!…). Non si pensi che possano essere utili a far prendere i quozienti necessari per le elezioni regionali o per i collegi delle Nazionali… operazioni simili, se confermate, potrebbero portare danni esiziali a Forza Italia e al Centrodestra tutto”.

Nella nota Catanoso non risparmia critiche al nuovo coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Micciché: “Non m’interessa se ha conversato a tu per tu con questo o quel dirigente del partito (come mi ha detto…) per far cenno a questa assurda “operazione”, di sicuro non v’è stata nessuna riunione dove s’è discussa questa linea politica, a nessun livello, nè nazionale nè regionale; e ciò sinceramente non è accettabile, perchè la linea del partito la può cambiare solo una riunione con votazione della Direzione Nazionale del partito o un congresso”. E ce n’è anche per i colleghi di partito bollati come “soliti ascari che in modo acritico tengono a supportare l’azione del “principe” per ricavarne futuri spazi o favori”.

Il parlamentare ex An sospetta a Berlusconi sia stata raccontata “una versione artefatta della realtà: “Se il Cav. sapesse la verità, li prenderebbe a calci nel sedere!”, così annuncia di avere chiesto un incontro con l’ex premier per spiegargli “la realtà della situazione politica siciliana”.