Non si placa la bufera sulla Gesap, società di gestione dell’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, che ieri ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione. Ne fanno parte Tommaso Dragotto e Giorgio Di Marco sostenuti dalla Provincia; Fabio Giambrone e Giovanni Scalia, sostenuti dal Comune di Palermo, Comune di Cinisi; Giuseppe Todaro, sostenuto dalla Camera di commercio e Confindustria.

Già subito dopo le nomine, ieri, si è espressa negativamente Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo: “Non ritengo opportuno il metodo che ha portato alla composizione del nuovo CdA Gesap, al di là delle scelte e delle riconferme che possono essere senz’altro valide e di spessore per il profilo personale e professionale di ciascuno dei componenti”.

Polemiche destinate a durare visto che circolano già voci di una ingerenza forte da parte della regione nelle scelte che sono state operate attraverso la provincia, socio commissariato, e la Camera di Commercio, parimenti socio commissariato.

“Questo perché la Camera di Commercio di Palermo, proprietaria del 23% di quote societarie – ha detto la Di Dio -, con questa procedura viene di fatto esautorata della sua rappresentanza. Sarebbe stato opportuno, invece, che, fino a ottobre, data presunta della ricostituzione degli organi della Camera, al momento commissariata dalla Regione, le funzioni in seno al CdA Gesap fossero state rivestite dall’attuale Commissario straordinario.
E questo per far sì che, contestualmente alla scadenza del mandato del Commissario, venisse meno anche il componente nel Cda in quota alla Camera di Commercio al fine di consentire una successiva nomina da parte dei ricostituiti Organi camerali”.

Le osservazioni della Di Dio, non fanno altro che confermare il sospetto che la Regione si stesse inserendo nel processo per posizionare i propri uomini approfittando della situazione pur senza avere una azione o un euro di partecipazione nella società.

E dubbi arrivano anche sulla scelta di Tommaso Dragotto. Certamente imprenditore di successo attraverso la sua Sicily by Car ma che sembra abbia estremamente vicino, o addirittura consulente, un fedelissimo di Crocetta, vicenda che crea ulteriori sospetti sull’ingerenza Crocettiana in queste scelte.

“È inaccettabile il comportamento della Regione sul rinnovo del Cda della Gesap, sia perchè viola in modo palese il principio della governance democratica sia perché alcune nomine sono in pieno conflitto di interessi. Dopo aver commissariato la Provincia e la Camera di Commercio di Palermo adesso pensa di commissariare la Gesap”. Lo dice il presidente del Consiglio comunale di Palermo, Totò Orlando.

“Il Consiglio comunale – aggiunge – farà quanto è nelle proprie funzioni affinchè questo non avvenga. La Gesap ha bisogno di una governance seria, che garantisca la buona gestione dei servizi aeroportuali e la crescita dello scalo di Palermo importante volano per lo sviluppo della città e del territorio”.

Con una striminzita nota stampa, il primo cittadino di Palermo fa sapere che: “Il sindaco Leoluca Orlando non contesta il ruolo istituzionale di Enac, che rispetta. Ha doverosamente e formalmente rilevato, in sede di assemblea dei soci Gesap, l’anomalia di esternazioni non istituzionali del suo presidente, per le quali si fa rinvio ad una pluriennale copiosa rassegna stampa”.

“Era ora che si rinnovasse il cda della Gesap. Ci auguriamo che i nuovi componenti abbiano a cuore le sorti della società, piuttosto che litigare per le poltrone di comando”. Lo dicono in una nota i consiglieri comunali Idv di Palermo Paolo Caracausi e Filippo Occhipinti.

“L’inizio ci sembra in continuità con il passato, al netto dell’ultimo anno e mezzo in cui, a onor del vero, la società ha fatto registrare risultati sufficienti – dicono Caracausi e Occhipinti – questa società però ha bisogno di un rilancio in grande stile, avendo tutte le potenzialità per realizzarlo. Siamo favorevoli alla modifica dello statuto circa i requisiti dell’Amministratore Delegato, ma solo se le modifiche consentiranno l’individuazione di un soggetto che abbia maggiori competenze e qualità rispetto a quelle richieste oggi. Attendiamo inoltre di sapere quali saranno le nuove determinazioni dei soci circa la privatizzazione dello scalo, verso cui confermiamo di essere assolutamente contrari a meno che non si segua un percorso di quotazione in borsa della società. Percorso che sarebbe più trasparente e garantista”.