Qualche giorno fa abbiamo raccontato il perchè della posizione assunta dal Presidente della Regione Siciliana nella vicenda dell’aeroporto di Palermo dopo lo scandalo della mazzetta da 100 mila euro che ha portato in carcere Roberto Helg già Presidente della Camera di Commercio di Palermo e Vice Presidente della società di gestione dell’aeroporto cittadino.

Adesso proviamo ad entrare nel merito della questione. Facciamo due conti: apportando qualche particolare in più anche perché entro il 30 aprile prossimo i soci di Gesap saranno convocati in assemblea per approvare il bilancio d’esercizio 2014 e per rinnovare il Consiglio d’Amministrazione (per questo secondo passaggio si potrebbe non attendere il bilancio e novità potrebbero arrivare nelle prossime ore) composto da 5 rappresentanti (2 di nomina della Provincia di Palermo, 2 del comune di Palermo ed 1 della Camera di Commercio).

Non esistendo alcuna previsione statutaria ne patto parasociale o accordo formale che preveda l’assegnazione delle cariche di Presidente, Vice Presidente e Amministratore delegato, grazie all’attuale assetto politico dei tre soci pubblici, la Regione Siciliana che esprime il voto della Provincia di Palermo attraverso il commissario, nominerà, di fatto, tre consiglieri di amministrazione, sempre che Crocetta intenda procedere con il commissariamento della Camera di Commercio. Così facendo alla Regione andranno i 3/5 del CdA e la maggioranza assoluta dei voti.

Lo scenario: il Comune di Palermo in minoranza senza, quindi, la certezza della riconferma di Giambrone alla Presidenza. Certo, il sindaco Orlando potrebbe chiedere la riconferma di Giambrone a Crocetta. Anzi, Orlando e Crocetta potrebbero ‘riscoprire’ la pace proprio sul nome  dell’ex senatore dell’Italia dei Valori che è stato comunque già riprotetto, al Comune di Palermo per il futuro, con un ruolo ed uno stipendio da dirigente.

I tre posti in CdA di Gesap ad appannagio di Crocetta potrebbero garantire le aspettative dell’agguerrito Ferrandelli ma anche del Senatore Lumia e potrebbero portare alla conferma di Dario Colombo, già Direttore Generale di Sicilia e-Servizi nelle grazie di Ingroia e molto caro a Crocetta stesso, nel ruolo di amministratore delegato.

 Il risultato: il controllo totale dell’aeroporto da parte della Regione senza che la stessa abbia speso un euro. Cosa ben diversa da quanto accaduto all’aeroporto di Trapani dove la Regione Siciliana ha dovuto acquistare il 49% di Airgest ed ancora oggi fa i conti con un socio privato.

Un bottino di primo ordine: 600 lavoratori compresi anche quelli della società di handling, centinaia di milioni di euro in arrivo dall’Unione Europea per finanziare gli investimenti,  con l’inserimento dell’Aeroporto di Palermo nella rete TEN-T CORE: appalti in corso per decine di milioni di euro ed altri da avviare a brevissimo per oltre 70 milioni, ed in più a breve dovrebbe liberarsi pure il posto da Direttore Generale.

Addio alla privatizzazione delle Aeroporto di Palermo, tutti felici politici e sindacati. Con buona pace dell’Enac.