E’ scontro all’Ars, mentre è in corso l’approvazione della Finanziaria, sul ddl per l’acqua pubblica.
Per la deputata valentina Palmeri del Movimento 5 stelle che ha coordinato nella quarta commissione i lavori del ddl (ora in commissione Bilancio) il governo evidentemente non vuole andare al nocciolo della questione sulle reti idriche.

Avevo presentato – dice – un emendamento modificativo dell’articolo 16 che non è stato inserito. Prevedeva il divieto per i singoli comuni di espletare gare d’appalto per l’affidamento ai privati della gestione degli impianti del servizio idrico. Eventuali utili scaturenti dal servizio comunale non potevano essere stornati su altri capitoli del bilancio del Comune, ma utilizzati esclusivamente per gli investimenti del servizio idrico. Questo emendamento nasceva dal fatto che c’è in corso un processo di privatizzazione e di frammentazione del servizio idrico preoccupante.

Siracusa e Solarino hanno fatto una gara: ci sono 5 manifestazioni d’interesse: 3 italiane, 1 inglese, 1 spagnola. Per esempio, a Siracusa il bando pubblico prevede che l’importo della concessione, a base di gara sia di 16 milioni e 527 mila euro l’anno. La gestione durerà un anno, rinnovabile fino a un massimo di altri due successivi.

Stessa cosa sta succedendo in questi giorni nell’ambito dell’ATO 1 Palermo, dove quasi tutti i Comuni hanno espresso chiaramente il loro dissenso e hanno detto di non essere in grado di gestire il servizio idrico in autonomia per motivi soprattutto di bilancio. Anche in questo caso ci sono in corso delle gare con privati, come per esempio a Mezzojuso. Per non parlare del fatto fondamentale dei dipendenti di APS, che rimarrebbero a casa perché i comuni non possono assumere”.