A pensar male, la minaccia di commissariamento del governo siciliano per la gestione dei rifiuti da parte del governo Renzi potrebbe avere ragioni molto discutibili. Infatti, sovrapponendo a questa notizia la bozza di decreto spedita alle regioni con il quale si prevede di sostenere la realizzazione di altri 12 inceneritori, di cui due in Sicilia, appare quantomeno probabile la volontà di togliere la partita dalla mani di un governo regionale considerato inconcludente”.

A dichiararlo Mimmo Fontana, presidente regionale di Legambiente Sicilia che continua: “Un governo che oggettivamente sugli inceneritori ha cambiato idea almeno quattro volte e oggi si dichiara contrario.
Il mondo ambientalista, da sempre contrario a ogni dichiarazione d’emergenza, visto che in questo Paese sono sempre state occasioni per fare scelte sbagliate e dannose senza controllo, se questa fosse la posizione definitiva del governo regionale la supporterebbe con grande decisione. E non per un pregiudizio ideologico nei confronti dell’incenerimento, ma per la semplice ragione che ormai nel 2015 il riciclaggio di materia è diventata una realtà in gran parte d’Europa e buona parte degli inceneritori sta andando in crisi per mancanza di rifiuti. Ciò non vuol dire però nascondere l’evidenza del fallimento del governo Crocetta nella gestione dei rifiuti.

Se non vuole essere commissariato anche sulla gestione dei rifiuti dal governo Renzi, non ha scelta. Prenda atto – conclude Fontana – d’avere sbagliato tutto fino a questo momento, riveda radicalmente tutte le sue precedenti decisioni e dia finalmente attuazione alla LR 9/2010, magari migliorandola nelle parti che ormai appaiono superate. Non è complicato, deve solo copiare dalle esperienze migliori a livello mondiale che si trovano tutte in Italia. Dal Veneto fino alla Campania non c’è che l’imbarazzo della scelta”.