Un anniversario nel segno del ricordo di chi, in quel tragico 1 ottobre, ha perso la vita – con un pensiero particolare ai bambini Ilaria, Francesco e Lorenzo -, ma anche nel segno della speranza, quella manifestata dai ragazzi di Giampilieri, luogo simbolo dell’alluvione di tre anni fa.
Celebrazioni semplici ma cariche di significato, si sono svolte nel paese più colpito, per il maggior numero di vittime, ma anche a Scaletta Zanclea e Altolia: anche qui il fango ha inghiottito esistenze. Si sono svolte partecipate fiaccolate e sante messe, scandendo i nomi dei 37 morti.

Stavolta, oltre al dolore, ha voluto essere forte anche la voce dei giovani, gli stessi che all’indomani della tragedia, quando qualcuno aveva prospettato la costruzione di una “new town”, avevano fermamente detto: “Noi da Giampilieri non ce ne andiamo”. Ed oggi hanno dimostrato di aver avuto ragione, testimoniando la voglia di rinascita, col video proiettato nella piazza antistante la chiesa, con le immagini della quotidianità di una comunità che ha avuto la forza di risollevarsi.
A Gampilieri c’erano l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, il capo della Protezione civile siciliana, Pietro Lo Monaco, e il commissario straordinario al Comune di Messina, Luigi Croce. Hanno raccolto le preoccupazioni dei “giampiliroti” per il termine di scadenza del 31 ottobre, dell’Ordinanza che ha permesso di provvedere alla messa in sicurezza e all’assistenza alla popolazione. Se molto è stato fatto, ancora dei lavori andrebbero completati – tra cui l’importante canale fugatore – e delle famiglie dovranno ricevere il risarcimento per la perdita dell’abitazione o le case ancora da costruire. Alcune somme sono state bloccate per non sforare il Patto di stabilità regionale, altre non sono giunte dal Governo nazionale: in tutto 160 milioni di euro. “Mi rifiuto di pensare che in un Paese civile ci siano disgrazie di seri A e di serie B – ci ha detto Armao -. Ho chiesto al ministro Grilli di svincolare dal bilancio regionale i finanziamenti, per questi ed altri interventi come per Saponara e Bellolampo, così come è stato fatto per l’Emilia”.
Lo Monaco ha manifestato fiducia sul compimento di quanto è stato pianificato per le zone alluvionate: “Stiamo accelerando tutti i programmi. La struttura del soggetto attuatore dell’emergenza rimarrà in piedi anche dopo il 31 ottobre, per ultimare i progetti, che dovranno essere approvati entro quella data”.
Si è cominciato a guardare al futuro con fiducia a Giampilieri. Ma nessuno dimenticherà che quelle esistenze inghiottite dal fango potevano salvarsi, se la messa in sicurezza fosse stata realizzata dopo la prima avvisaglia, nella precedente frana del 2007. La prevenzione costa meno e vale molto di più in termini di vite umane.