Giornata catanese per il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini che ha visitato l’istituto comprensivo Angelo Musco, a Librino, ed ha partecipato ad un incontro organizzato in Municipio.

Proprio nei pressi del palazzo di città ed anche vicino la scuola si sono registrate delle contestazioni che il ministro ha minimizzato: “Dove? Non mi pare. Se misuriamo la contestazione che c’era normalmente negli anni passati siamo abbastanza soddisfatti del percorso fatto con la ‘buona scuola’ che comincia a fare vedere i suoi risultati concreti”.

Giannini ha ancora una volta parlato delle riforma varata dal governo Renzi: “Sfido a trovarne un altro – ha aggiunto – che abbia potuto fare una cosa di questa portata. Del ritardo ce ne faremo carico e sicuramente sarà risolto a breve. Penso che la garanzia della stabilità del lavoro, la possibilità di progettare il loro futuro su un percorso lineare e con il concorso che partirà nelle prossime settimane darà 63 mila opportunità a una platea di 200 mila persone”.

Il ministro, ancora una volta, ha puntualizzato che “nessuno è stato costretto a fare alcunché perché la proposta di essere assunti non è un obbligo e un’opportunità”.

Importante il riferimento ai docenti – molti dei quali siciliani – che hanno dovuto lasciare la propria terra per andare ad insegnare altrove:“Ci sarà una mobilità straordinaria nell’anno scolastico 2016 – ha sottolineato – che comunque consentirà a coloro che ne hanno i requisiti di potere fare una scelta magari di rientro verso la propria famiglia, la propria casa”.

E’ una questione siciliana, ma che ha varcato i confini dell’isola, quella dei corsi di medicina ad Enna dell’università romena Dunarea de Jos di Galati: “Si pone completamente fuori dalla legge, dai binari chiari e trasparenti che riguardano tutti gli atenei. E noi abbiamo il dovere di tutelare l’università”.

“Chi ritiene di portare una nuova università e una nuova proposta formativa magari di grande qualità – ha continuato il ministro – si deve sottoporre a una valutazione di quel sistema nazionale. Non è nulla di straordinario, non c’è niente di eccezionale”.