Promette di essere una campagna elettorale ad alto voltaggio quella di Giarre, cittadina di quasi 30 mila anime collocata a due passi della riviera jonica, a metà strada tra Catania e Taormina. Dopo due mandati, Teresa Sodano si accinge a passare la mano nel bel mezzo di uno scandalo con protagonisti alcuni dipendenti comunali indagati perché chiamavano linee erotiche e servizi di cartomanzia a spese dell’amministrazione. L’indagine è partita dalla denuncia pubblica di un consigliere comunale, Fabio Di Maria. Sotto la lente delle Fiamme gialle, 300 utenze telefoniche aziendali che avrebbero accumulato bollette da 12 mila euro bimestrali.

Sullo sfondo del voto del 9 e 10 giugno poi anche il declino di quello che numeri alla mano è il principale emporio commerciale nel territorio settentrionale della provincia. Corso Italia e via Callipoli sono il cuore pulsante del commercio, insieme all’agricoltura settore trainante dell’economia locale. Le tante botteghe non sfuggono alla crisi. Arrancano e spesso devono fare i conti con l’aggressività della criminalità. Le speranze di ripresa passano anche dalla “zona franca”, di recente istituzione, che dovrebbe appunto favorire lo sviluppo commerciale del vasto comprensorio.

La corsa alla poltrona di sindaco vede ai nastri di partenza sette candidati. Il Pdl, il partito più votato alle ultime politiche anche se ha perso 3000 elettori rispetto al 2008, dopo il no dell’ex assessore Giovanni Finocchiaro, punterà quasi certamente su Giuseppe Bonaccorsi, attuale vice di Raffaele Stancanelli a Catania.

L’assessore al Bilancio di palazzo degli Elefanti, che vive e lavora a Giarre, deve ancora sciogliere la riserva, ma dovrebbe accettare la proposta che ha avuto la benedizione del neo senatore e coordinatore Pippo Pagano. Attorno al  nome di Bonaccorsi,  il centrodestra giarrese potrebbe oltretutto ricompattarsi dopo il disimpegno di alcune componenti dalla coalizione guidata dalla Sodano, rappresentante del Pds-Mpa, punito duramente dalle urne lo scorso 24 febbraio con oltre 1600 voti persi per strada rispetto a 5 anni prima. 

Il fronte del centrosinistra, come spesso accade, si presenta frastagliato. Attualmente sono cinque i candidati in pista. Tra gli aspiranti alla poltrona di sindaco, un giarrese doc. Salvo Ando, ex ministro socialista della Difesa ed ex rettore della Kore di Enna, tornato in auge alle ultime regionali contribuendo all’elezione dei tre deputati del Movimento “Territorio”. Andò sarà sostenuto da quattro liste civiche e avrà al suo fianco, Salvo Vitale, sconfitto al ballottaggio alle scorse comunali e vicesindaco in pectore.

In lizza anche Salvino Barbagallo, ex deputato regionale ed ex assessore agli Enti locali del governo Capodicasa che conta sull’appoggio della Civica “Cambiamo Giarre” e l’avvocato Angelo D’Anna, rappresentante del Forum delle associazioni, che sarà supportato dalla lista “Città viva” espressione del mondo del lavoro, delle professioni e del volontariato.

Due le candidature in quota Partito Democratico: da una parte il consigliere provinciale e leader del movimento “Liberiecittadini”, Salvo Patanè, il primo dei due a scendere in campodall’altra,  il presidente della locale Confcommercio, Gaetano Bonanno.

Sulla candidatura di Patanè si è registrata la convergenza di Sinistra ecologia e libertà che in un primo momento aveva lanciato Alfredo D’Urso. Che dopo l’apparentamento sarà il vice di Patanè. Il loro obiettivo è però quello di ampliare l’alleanza costruendo “ponti con la società civile, con i giovani, con le associazioni e con i partiti per affrontare subito la decadenza di una città con la peggiore amministrazione dal dopoguerra”.

All’accordo Sel-Patanè, il Partito di Bersani ha risposto con la candidatura di Bonanno, che è “la sintesi di un centrosinistra rinnovato, improntato a una reale riscossa civica, che possa parlare al mondo produttivo giarrese, alle associazioni e quei progetti imperniati su un reale cambiamento, tanto nei contenuti quanto nei metodi”. Dal coordinamento Pd anche una frecciata alle altre forze del centrosinistra sul mancato svolgimento delle primarie di coalizione saltate per “i vari personalismi e protagonismi” che “hanno prodotto il rifiuto di una proposta unitaria e partecipata”.

Questi sei candidati dovranno fare i conti con il Movimento 5 Stelle, diventato la seconda forza cittadina dopo il boom alle politiche. Dopo Pasqua i grillini renderanno noto il loro cittadino-candidato. Per adesso e fino al 1 aprile i seguaci di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono impegnati nella raccolta dei curriculum degli aspiranti candidati al consiglio comunale che saranno pubblicati su internet e poi valutati dall’assemblea degli attivisti.