Sono scesi in piazza in centinaia per protestare contro il disinteresse del governo nazionale e regionale verso la formazione di area sanitaria. Sono i giovani medici siciliani che in contemporanea al #GiovaniMediciDay, la manifestazione svoltasi a Montecitorio, organizzata dal Sigm (Associazione italiana giovani medici) hanno manifestato oggi a Palermo davanti la Presidenza della Regione.

Per loro il futuro è incerto più che mai, tanto per gli specializzati che per gli specializzandi.
Per mancanza di fondi, i contratti ministeriali che nel 2013/2014 verranno stipulati per la specializzazione dei medici passeranno da 5 mila a 1.800. Tra migliaia di aspiranti, solo 1 su 4 ce la farà, “tutti gli altri – commentano gli interessati – resteremo a spasso”.

Come se non bastasse, la Regione siciliana non può più erogare i fondi previsti per i contratti aggiuntivi.
“Dopo anni di studio, dopo aver conseguito finalmente laurea e specializzazione – spiega Salvo Parisi, rappresentanti degli specializzandi palermitani – non possiamo essere risorsa per la società. Eppure allo Stato, durante gli anni della nostra formazione, ognuno di noi costa circa 42 mila euro”.

Tra striscioni, altoparlanti e fischietti, i manifestanti in camice bianco hanno tirato fuori dei finti biglietti aerei di sola andata preparati per l’occasione. Non una provocazione ma quasi una previsione del futuro. Su ciascuno di essi, la foto e la specializzazione del giovane medico. “Questo ci aspetta – continua Parisi – emigrare, al governo noi non interessiamo e poi parlano di sanità scadente”.

A protestare anche gli specializzandi non medici che denunciano la grave disparità di trattamento rispetto ai corsisti di medicina generale a fianco dei quali lavorano quotidianamente nelle corsie ospedaliere. Si tratta di biologi, odontoiatri, farmacisti, veterinari, chimicie fisici iscritti alle Scuole di specializzazione di area sanitaria e per i quali non è prevista alcuna borsa di studio, né agevolazione.

“Non veniamo pagati e non abbiamo contratto, né ferie, indennità di maternità o di malattia. Siamo ghettizzati”, denuncia la specializzanda in Biologia, Giorgia Caruso – . In tutta Italia siamo soltanto 2.500, non sarebbe così difficile trovare dei fondi per noi”.

Le speranze di questi giovani che tanto hanno faticato sui libri si concentrano adesso sui Fondi strutturali europei, il cui documento programmatico è in fase di definizione. Servono almeno 100 milioni di euro per garantire adeguati contratti a tutti gli specializzandi, medici e non d’Italia.