“Condivido il piano triennale concordato con lo Stato, ma non non ci deve più togliere altri soldi, altrimenti la Regione Siciliana andrà incontro default“. Così il governatore siciliano, Rosario Crocetta, subito dopo aver sentito il giudizio di parifica della Corte dei Conti sui conti pubblici della Regione.

Crocetta critica “il rigore illogico e irrazionale imposto che rischia di essere fortemente repressivo che ci ha costretto a licenziamenti di massa”.

“Peccato che la Corte dei Conti – aggiunge Crocetta – sia una modalità molto antica di celebrare un processo, c’è la requisitoria del pm ma non quella dell’imputato”.

Il governatore siciliano parla anche del vertice di ieri a Palazzo d’Orleans con il segretario regionale del Pd, Fausto Raciti e il leader dell’Udc Gianpiero D’Alia, sulla situazione politica, dopo le dimissioni di Lucia Borsellino da assessore alla Salute. Un incontro proficuo. Gli alleati di governo comprendono le difficoltà della Regione per la tenuta dello stato sociale. Sono consapevoli del fatto che qualsiasi regione italiana a questo punto sarebbe già in default. Serve una maggiore coesione della coalizione, evitare scontri e riallacciare un ragionamento nuovo”.