Quarantotto ore. Tante ne ha prese Fausto Raciti prima di notificare al vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, la lista dei papabili assessori regionali. Nomi noti, per carità, ma la questione siciliana non è solo un elenco di persone che devono andare a sostituire altre persone, il disegno del giovane segretario siciliano,  e più diffusamente della direzione regionale del Pd, è tanto ampio quanto – si spera – potenzialmente efficace per cercare di far rientrare una tregua armata dentro il partito che dura da troppo tempo. Così oltre alla giunta regionale, in questa precisa successione, il Pd dovrà (ri)discutere le presidenze nelle commissioni all’Ars e gli organi di segreteria.

I nomi che Raciti indicherà a Guerini sono certamente due: Angelo Villari e Cataldo Salerno. Il primo, ex segretario catanese della Cgil, è in lizza da quando Crocetta è stato eletto presidente della Regione, mentre il secondo, preside della Kore di Enna e vicino alle posizioni di Mirello Crisafulli, è nell’elenco dei papabili da qualche mese.

Si tratta di esponenti dell’area cuperliana, perché i renziani di Sicilia avrebbe detto che i loro uomini in giunta non si toccano. Soprattutto Agnello, titolare dell’economia, che sta già lavorando al bilancio e una sostituzione complicherebbe l’elaborazione della programmazione economica e finanziaria.

Sono stati però proprio i renziani ad allargare il ‘rimpasto’ anche all’Ars dove, nelle commissioni, i cuperliani la fanno da padroni con tre presidenze: quindi girandola dappertutto. Anche nei ruoli chiave del partito che Raciti non ha ancora assegnato (sono stati indicati solo il vicesegretario Mila Spicola e il tesoriere) da quando è stato eletto alla guida del Pd siciliano nel febbraio scorso.

Crocetta ha ribadito che “il Pd ha certamente il diritto di indicare la propria delegazione in giunta ma non può farlo ogni tre o quattro mesi. E per farlo, comunque, devono essere tutti d’accordo”, quindi la maxi rotazione potrebbe apparire davvero come una panacea ad ogni mal di pancia. Per trovare la quadra, però, bisognerà rispettare questa sequenza che sarà presa in esame venerdì prossimo da Guerini.

Su un punto, però, Raciti non indietreggerà: la nuova delegazione del Pd nell’esecutivo Crocetta, il resto verrà a cascata. Almeno così dovrebbe essere.