Giornata nera per due delle tre giunte grilline in Sicilia. L’amministrazione comunale di Ragusa, la prima conquistata dal Movimento 5 Stelle in Sicilia, deve fare i conti con il “caso rifiuti” mentre quella di Bagheria, con le dimissioni di un assessore.

Il sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, è accusato di aver illegittimamente proceduto all’affidamento diretto del servizio di raccolta, per un costo di 3 milioni di euro, il servizio all’azienda privata Tech servizi.  Il caso era già vnuto fuori a settemnre, oggi l’ex senatore grillino Francesco Campanella, oggi esponente dell’Altra Europa con Tsipras, ha presnetato un esposto ai carabinieri di Bagheria.

“Nel Comune alle porte del capoluogo siciliano – scrive Campanella – l’amministrazione, dopo una serie di tentativi fallimentari, ha individuato come unica soluzione nella gestione dei rifiuti l’affidamento diretto, bypassando tutte le normative in materia di appalti pubblici e assegnando il servizio alla ditta Tech servizi srl. Gli affidamenti diretti sono senz’altro uno strumento utile alle amministrazioni nei momenti di emergenza, ma quando il sospetto è che lo stato di emergenza sia costruito ad hoc per aggirare le regole, è opportuno vederci chiaro, per fugare ogni dubbio”.

“Per questo motivo – aggiunge Campanella – dopo l’interrogazione parlamentare depositata in Senato lo scorso settembre, ho presentato un esposto al Comando dei Carabinieri di Bagheria, per fare chiarezza sull’eventuale esistenza di reati e perseguirne i responsabili”.

“Sarebbe molto grave per i cittadini di Bagheria – conclude il senatore de L’Altra Europa – scoprire che quella del Movimento 5 Stelle è stata soltanto un’illusione. Per me lo è stato. E temo che il risveglio sarà traumatico anche per loro”.

Il terremoto politico scoppiato nella giunta di Ragusa riguarda invece l‘assessore alla Cultura, Stefania Campo. La grillina ha lasciato la squadra di governo guidata da Federico Piccitto. La Campo è stata accusata dall’opposizione consiliare di aver fatto assumere il marito da una coperativa sotto contratto con il Comune.

L’ormai ex assessore ha scritto però una lettera aperta ai cittadini in cui parla di “totale infondatezza e strumentalità delle accuse” che le sono state mosse e nega di aver fatto pressioni “per l’assunzione di mio marito nella società aggiudicataria dell’appalto per le letture idriche del comune di Ragusa. Non vi è mai stata nessuna mia ingerenza in materia e la notizia pubblicata da un giornale e poi ripresa da altre testate è falsa e tendenziosa”.

“Mio marito – aggiunge – svolge l’incarico di letturista per il comune di Ragusa già da prima che io assumessi la mia attuale carica pubblica e cioè dal novembre 2012. Nel 2014, quando la gara di appalto venne vinta da un’altra ditta, mio marito è stato assunto per una ovvia ragione: il bando pubblico prevedeva che la ditta subentrante assumesse il personale già addetto al servizio precedentemente”.

“Vi confido – conclude la lettera – che mi sono chiesta la ragione di tanto astio ingiustificato nei miei confronti. Probabilmente l’ex datore di lavoro di mio marito nutre dei sentimenti di rancore nei suoi confronti per un recente decreto ingiuntivo chiesto dal mio coniuge ai suoi danni, in ragione del mancato pagamento dello stipendio relativo all’ultima mensilità”.