La Giunta regionale dice ‘no’ al piano di riordino della Giustizia che prevede il taglio di 80 magistrati in Sicilia. Il governatore Rosario Crocetta ha comunicato l’approvazione da parte della giunta regionale riunita ieri a Catania di una delibera contro il piano del governo nazionale.

“E’ folle in una fase in cui la magistratura siciliana è impegnata in una grande lotta a criminalità e mafia – ha detto Crocetta – e mentre nuove indagini cominciano a riguardare colletti bianchi, l’economia e i rapporti che ci sono nella burocrazia e nella politica. Tutto questo  richiede un numero maggiore di magistrati, altro che tagli…”.

Il governo siciliano, che ha fatto proprio il documento fortemente critico della sezione siciliana dell’Anm,  solleverà il conflitto di attribuzione contro il piano “se non verra’ concordato con la Regione siciliana, cosi’ come prevede lo Statuto, gli interventi da fare sul territorio regionale”.

“In base allo Statuto siciliano e alla Costituzione italiana – ha spiegato Crocetta – sulle questioni che attengono alla Regione il governo deve sentire il presidente della Regione in qualità di ministro. Questa procedura non è stata attivata e noi chiediamo immediatamente di aprire un tavolo istituzionale perché vogliano rappresentare anche le esigenze dell’Anm, che ravvisa un vero massacro nei confronti della magistratura siciliana”.

Il taglio avverrà “in una situazione in cui – hanno detto il governatore e l’assessore Nicolò Marino – la magistratura siciliana sta affrontando nuove sfide sul piano lotta al crimine e alle mafie”. “Il nuovo traguardo della lotta alla mafia – ha continuato Crocetta – e’ quello di colpire i colletti bianchi, l’economia deviata e le infiltrazioni all’interno regione”.