Piero Di Luzio arrestato nell’ambito dell’operazione ‘I treni del goal’ insieme con altre sei persone tra cui i vertici del Catania Calcio, nascondeva in casa, nella sua abitazione romana, una sorta di libro ‘mastro’. Tra le carte sequestrate durante le perquisizioni della Digos ci sono alcuni appunti, ora al vaglio degli investigatori, che contengono riferimenti al Catania Calcio e alle somme di denaro versate.

In casa di un altro indagato, Giovanni Luca Impellizzeri, agente di scommesse on line, sono state trovate ingenti somme di denaro, 100 mila euro in contanti. Soldi che erano ‘sparpagliati’ nel controsoffitto. In ufficio è stato anche trovato un localizzatore di microspie a radio frequenza.

Intanto, si terrà lunedì mattina, 29 giugno, l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale verranno sentiti il presidente del Catania Calcio Nino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino e Giovanni Luca Impellizzeri, l’agente di scommesse sportive. 

Gli altri quattro indagati, Daniele Delli Carri, 44 anni, ex direttore sportivo Calcio Catania, Pietro Di Luzio, 51 anni, Fabrizio Milozzi, 46 anni, pregiudicato, Fernando Antonio Arbotti, detto Michele, 55 anni, procuratore sportivo e agente Fifa, saranno sentiti da altri Gip su delega dell’ufficio di Catania. L’interrogatorio è stato fissato dal Gip del tribunale etneo Fabio Di Giacomo.

Tra gli indagati nell’ambito dell’operazione ‘I treni del goal’ spunta ufficialmente anche Christian Terlizzi, 36 anni, calciatore del Trapani ed ex del Catania. Le informazioni di garanzia sono state notificate ieri a Riccardo Fiamozzi, calciatore del Varese, Luca pagliarolo, calciatore del Trapani, Antonino daì, calciatore del Trapani, Matteo Bruscagin, calciatore del Latina, Alessandro Bernardini, calciatore del Livorno. Sono in corso di notifica nuovi provvedimenti a carico di altri calciatori di ‘Serie B’

Nell’inchiesta della Dda di Catania ‘I treni del goal’ finisce anche l’incontro di calcio di ‘Lega Pro’ (Cirone C) che sarebbe stato ‘truccato’. La partita è quella del Messina, disputata in casa contro l’Ischia del 18 aprile 2015 terminata con il risultato di 1-1.

In tale occasione, i vertici della società peloritana, costituiti dal patron Pietro Lo Monaco (ex amministratore delegato del Catania), dall’amministratore delegato Alessandro Failla e dal direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, secondo quanto ricostruito dalla polizia si sarebbero adoperati affinché la partita terminasse con il risultato prestabilito del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio finale.

La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso Gianluca Impellizzeri, l’agente di scommesse on line. Le varie agenzie quotavano infatti l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale, poi concretizzatosi effettivamente in quegli esatti termini, fino anche a 19 volte la posta. Lo Monaco, Failla e Ferrigno sono indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitata.