La decisione della commissione sanità, preannunciata dal presidente Pippo Digiacomo, non preoccupa troppo l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi. Non troppo nella misura in cui dall’inserimento nel bilancio di previsione delle somme che sarebbero derivate dai ticket sanitari, nel bilancio di previsione della Regione sarebbero stati iscritti circa 10 milioni di euro in totale.

Certo è che la bocciatura da parte della commissione Salute della parte del Bilancio di previsione 2013 legata all’applicazione dei ticket di “un euro sulle ricette mediche e di 10 euro al giorno per i ricoveri dei cittadini che abbiano un reddito superiore ai 50 mila euro e di 25 euro al giorno per quelli che hanno un reddito superiore ai 100 mila euro per un massimo di 70 euro la settimana o 175 euro a settimana” come l’ha spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione del bilancio, lo stesso assessore Bianchi è una grana che bisognerà risolvere. Da Tusa, dove oggi il presidente della Regione Crocetta ha convocato la giunta, mentre i lavoratori Gesip assediavano piazza Indipendenza, Bianchi dice: “Bisogna cercare di chiudere il Bilancio. Stiamo lavorando. Non nascondo si tratti di una difficile chiusura”.
Poi Bianchi entra nel merito: “Dobbiamo ricostruire un equilibrio finanziario che inevitabilmente risulta compromesso dallo squilibrio dei conti di bilancio 2012 così come sono attesi e che per noi non sono certo una sorpresa. La questione del ticket non è irrecuperabile, certo sono scelte che non aiutano. Già dovevamo reperire nuove risorse e adesso ci troviamo a dover far fronte a queste altre entrate cassate in commissione bilancio dove sembrava ci fosse stata l’adesione di tutti i gruppi sulla presa di coscienza e l’assunzione di responsabilità”.

Come procederà il governo?

“Stiamo disponendo un maxi emendamento governativo con cui provvederemo a coprire il buco già individuato di un miliardo di euro che deriverà dal consuntivo 2012. Potremmo far finta di niente e aspettare giugno quando verificheremo il consuntivo ma non abbiamo certo intenzione di portare in aula una manovra correttiva. Non è serio”.

Da quali poste in bilancio non entreranno le somme che erano state previste nel 2012?

“Si tratta di oltre un miliardo di entrate messe a bilancio e che non si sono verificate. Una parte, 400 milioni, venivano dalla valorizzazione dei beni immobiliari della Regione e dai cespiti relativi che abbiamo già tolto dal previsionale 2013 come avevamo annunciato. L’altra parte, di 600 milioni, deriva dai minori trasferimento dallo Stato. Somme che dobbiamo recuperare e che avrebbero dovuto richiedere una manovra aggiuntiva ma lo eviteremo. Abbiamo una decina di giorni per poter scrivere l’emendamento attendendo che le commissioni di merito concludano il loro lavoro. Il problema vero è che dobbiamo verificare e quantificare più esattamente possibile le poste in bilancio. Il fatto è che sono state autorizzate spese in assenza di copertura finanziaria”.

Sulla base delle sue dichiarazioni, comunque, il voto della commissione Salute ha più un valore politico che “contabile”.

“Non è una questione che altera la situazione ma i deputati devono capire che bisogna darsi una regolata. In commissione, com’è giusto che sia, i deputati devono migliorare il testo della finanziaria. Ma nell’ottica dell’invarianza dei saldi. Se si opera la riduzione di entrate e poi basta un voto in commissione per cassare una scelta del genere bisogna trovare fonti alternative. Noi porremo con forza questa esigenza appena avremo il nuovo testo del governo”.

Come state individuando i correttivi del governo anche in considerazione del voto e dell’esame delle commissioni?

“Stiamo invitando tutti i direttori generali degli assessorati per ricostruire il bilancio da zero. Ci devono dimostrare, cioé, finalizzazione e urgenza delle loro voci di spesa in una sorta di priorità degli interventi. E’ evidente che chiuderemo il bilancio sulle spese obbligatorie che sono gli stipendi, i mutui e il cofinanziamento regionale delle spese europee. Per le altre dovremo fare evidentemente sacrifici. Soprattutto per mantenere gli impegni che avevamo assunto. Ci eravamo cioé impegnati a incrementare il trasferimento ai Comuni e ai forestali. Non possiamo certo portare i comuni al dissesto ma garantire questa massa di spesa comporterà un intervento in riduzione più forte su tutto il resto”.

Ci sono già delle misure e  degli ambiti che avete individuato per pareggiare il saldo delle vostre previsioni?

“Stiamo lavorando sulle entrate. Come abbiamo fatto operazione trasparenza in termini di riduzione, dobbiamo lavorare sull’effficientamento della riscossione. Dobbiamo verificare se esistono sistemi di tariffazione da incrementare: una di questa era certamente il ticket ma potremmo intervenire sul trasporto marittimo. Insomma tutti temi per trovare un migliore equilibrio economico. E poi la terza questione importante è il fortissimo contenzioso con lo Stato”.

Da cui vi attendere somme? Lo Stato è sempre stato sordo alle richieste della Sicilia. 

“La soluzione dei contenziosi con lo Stato consentirebbe di liberare in bilancio poste economiche importanti. Penso che se dimostreremo di aver attuato delle vere opere di spending review potremo ragionevolmente ottenere dal governo risposte positive. Dobbiamo uscire a testa alta da questa congiuntura difficile, senza allarmismi inutili su default che non esistono”.