Via Di Prima 60 cuore del centro storico di Catania. Era lì che nove cittadini sedicenti somali erano stati segregati e tenuti rinchiusi per alcuni giorni in attesa che i loro parenti inviassero denaro per il trasferimento nei paesi del Nord Europa.

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Aveva pensato a tutto l’organizzazione criminale transnazionale composta da 11 cittadini eritrei scoperta dalla polizia di Catania con la collaborazione dello Sco di Roma, della polizia federale tedesca e delle Squadre Mobili di Roma, Milano e Trapani. L’inchiesta è stata denominata ‘Tokhla’, ‘sciacallo’ in eritreo.

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L’indagine è stata avviata dopo lo sbarco avvenuto lo scorso 13 maggio, nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”, al porto di Catania, della  nave della Marina Militare Italiana “Grecale” con a bordo 206 migranti  e 17 cadaveri.

L’organizzazione a carattere transnazionale, operante sia in Italia che in Libia, Eritrea ed altri Stati nord-africani che, dietro il corrispettivo del pagamento del prezzo per il viaggio, favoriva l’ingresso illegale via mare in Italia di clandestini provenienti dall’Africa.

In particolare, Maeaho Tesfamariam, con base in Libia, è ritenuto tra gli organizzatori delle traversate dallo Stato nordafricano e uno dei responsabili della traversata finita con il tragico naufragio del 27/28 giugno.

In Italia sono stati individuati dei sodali dell’organizzazione a Catania, in Lombardia e nel Lazio, con compiti di supporto logistico ai migranti ed agli scafisti in arrivo dalla Libia  per aiutarli a fuggire prima dalla Sicilia e poi dall’Italia verso altri Stati del Nord Europa. Tra maggio e settembre 2014, l’associazione ha organizzato almeno 23 viaggi verso le coste italiane.

In manette è finito anche Yemane Andemarian, 38 anni, ritenuto responsabile dei reati di sequestro di persona e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E’ ritenuto dagli investigatori l’affittuario dell’appartamento in cui sono stati tenuti i migranti.