L’assessore regionale alla Formazione Nelli Scilabra, in una lunga nota social, ieri si è detta sdegnata ed ha urlato al sabotaggio, la dirigente generale del dipartimento Annarosa Corsello ha chiesto una relazione alla società che gestisce i servizi informatici della Regione e si è detta pronta ad annullare tutto, salvo poi essere smentita dal livello politico. Fatto sta che per la seconda volta su due tentativi nel giorno del click day per il Piano giovani il portale dedicato alle segnalazioni, alle richieste ed alle offerte di lavoro è andato in tilt.

Il perché deve ancora essere stabilito ma intanto circolano le solite cifre ballerine. L’azienda che gestisce i servizi e che si appoggia ad ordinari server Aruba, parla di sito parzialmente down per eccesso di contatti contemporanei. Sarebbero stati circa 90 mila. Ma in amministrazione si parla di un vero e proprio sabotaggio. Di un attacco informatico che avrebbe portato ad accessi anomali al sistema che avrebbero generato 350 mila richieste contemporanee al server.

Le due cose sono profondamente diverse. Nel primo caso si tratterebbe di una grave sottovalutazione della portata dell’evento e dunque di un colpevole mancato adeguamento del sistema al prevedibile assalto. Nel secondo caso di un vero e proprio attacco informatico, un sabotaggio per usare le parole della Scilabra.

Sta di fatto che, nonostante il portale fosse parzialmente inaccessibile, gli 800 tirocini formativi erano già stati tutti assegnati (in realtà non si tratta di assegnazione ma di semplici incroci fra domanda ed offerta, in seguito dovranno essere effettuate le convocazioni delle parti e tutte le verifiche e la Regione si avvarrà di Italia Lavoro per questo aspetto), così come era accaduto anche in occasione del primo click day, il 14 luglio. La domanda che i giovani, che si stanno organizzando per dar vita ad una class action, si pongono è molto semplice: “Come è possibile che molte domande non arrivino a causa del portale down ma gli incroci fra domanda e offerta avvengano ugualmente?”. Il problema attiene alle pari opportunità fra i partecipanti. Il sito, infatti, non è mai andato in crash totale. Dunque qualcuno riusciva ad operare, qualcun’altro no a causa dell’intenso traffico informatico.

La conseguenza è evidente. Nel documento in preparazione si chiederà alla Regione chi controlla l’assegnazione degli stage. Insomma cosa impedisce che le aziende si mettano d’accordo magari con i dipendenti che già hanno in nero e sfruttino l’occasione per regolarizzarne la posizione per sei mesi a spese della Regione?

La Regione, in questa ipotesi, resterebbe vittima di un raggiro e pagherebbe gli stage e gli incentivi ma di lavoro non se ne creerebbe affatto, neanche precario o temporaneo e probabilmente neanche veri stage. I fondi del Piano Giovani leverebbero solo le castagne dal fuoco ad aziende non proprio trasparenti che dopo i presunti stage non stabilizzeranno nessun.

Un sospetto che serpeggia fra i ragazzi che hanno partecipato con molte speranze a questi due click day.

C’è, poi, un altro aspetto. Dopo che il sito è andato down il 14 luglio, non era abbastanza prevedibile che la seconda esperienza fosse perfino più “partecipata”? Come è possibile utilizzare normali servizi pubblici on line per eventi così’ “delicati”? E come mai nessuno ha chiamato in causa Sicilia e Servizi, società che è stata costituita proprio per gestire i servizi web della regione e che esiste ancora pur se la si sta liquidando?

Per i giovani siciliani, quelli senza una azienda che li abbia già sposati prima del click day, ancora un boccone amaro, e per la Regione ancora una volta denaro fatto confluire in mille rivoli improduttivi se questi sospetti che serpeggiano dovessero trovare conferma. Di fatto il sistema non ha previsto questa eventualità e non si è messo al riparo da questi atteggiamenti. Se ciò sia avvenuto davvero è difficile saperlo ma chi non è riuscito ad accedere al sistema nutre più di un semplice sospetto.

Qualcuno pagherà per quel che è successo. nel frattempo pagano sempre i giovani e le loro speranze deluse. Da qui a settembre, quando è previsto il terzo click day, si spera si possa correre ai ripari.