“Ho letto la pagella che qualcuno, dall’alto della propria statura, ha voluto assegnarmi in ordine alla categoria del nuovismo. Ma non sono preoccupato perché il voto riportato non è definitivo, ma legato agli umori o alle paranoie degli erogatori di patenti che sappiamo non essere stabili nel tempo. Pur tuttavia in politica ci sono altre categorie, stabili nella loro essenza, quali il senso di responsabilità, la linearità dei comportamenti, il rispetto delle regole. Forse il caldo agostano ha generato sicuramente un po’ di confusione, soprattutto in chi agisce da solo senza coinvolgere la base e gli organi di partito”.

A parlare è Nino Dina, deputato regionale dell’Udc e presidente della commissione Bilancio dell’Ars. le sue parole non sono rivolte al Presidente della Regione ma al Presidente del suo partito, l’ex Ministro Gianpiero D’Alia.

Dina, uno dei quattro “dissidenti” dello scudocrociato che non avevano accettato le scelte del partito alla nascita del Crocetta bis, era seduto accanto a Crocetta ed all’assessore all’economia Roberto Agnello durante la presentazione della legge finanziaria ter. Oggi, a distanza di 24 ore dalle polemiche a più voci che hanno fatto seguito all’intervista del presidente della Regione, decide di scendere in campo con una dichiarazioni ufficiale. Un modo per rimarcare le distanze, per dar segnali al presidente della regione e forse anche per rispondere all’esigenza, manifestata da qualcuno nell’attuale maggioranza, di prendere posizione per rientrare nel novero degli “amici vicini”.

Ma il ritardo di 24 ore nell’intervenire nella polemica non sembra essere frutto di una distrazione agostana. Proprio oggi, infatti, dall’altro lato della maggioranza si gioca una partita non secondaria con il segretario regionale Fausto Raciti a Roma per ottenere il via libera capitolino per la nuova “offensiva” finalizzata al rimpasto. Due le ipotesi: da un lato la revisione della delegazione del pd con uno o due innesti (A rischio sembra esserci soprattutto l’assessore Mariarita Sgarlata sconfessata dal suo successore ai beni Culturali, Giusy Furnari che ha bloccato tutte le nomine dei sovrintendenti impugnate davanti a vari tribunali e che hanno visto spesso la regione soccombente).

Ma quella che agita di più i dissidenti Udc è la seconda ipotesi ovvero la revisione completa della giunta circostanza, questa, che permetterebbe di rivedere anche altre delegazioni compresa proprio quella dell’Udc con la possibilità che Crocetta, viste le polemiche, scelga di testa propria gli assessori da nominare dandogli poi una patente di partito a prescindere dalle indicazioni.

In questo clima i golpisti identificati da Crocetta non troverebbero spazio (la polemica è assicurata e le ritorsioni altrettanto) e chissà che dopo tocchi anche ai sabotatori (così ha definito l’assessore Scilabra gli autori del flop del Piano Giovani, non meglio identificati) magari con un’altra stagione di valzer di dirigenti o chissà cos’altro.

(nella foto il tavolo della presentazione della Finanziaria, da sinistra l’assessore Agnelllo, il Presidente Crocetta, il Presidente della Commissione Bilancio e deputato Udc Nino Dina)