Non c’è pace ne organizzazione per i documenti contabili e finanziari della Regione siciliana. L’aula di palazzo dei Normanni ha bocciato il Dpef, il Documento di programmazione economia e Finanziaria che stabilisce la cornice triennale nell’ambito della quale deve muoversi, poi, il bilancio di ogni anno.

La maggioranza ‘molla’ Crocetta e boccia il documento mandando a ‘gambe all’aria’ l’intero impianto. In base al resoconto d’aula, risulta determinante per la bocciatura l’astensione proprio di due deputati della maggioranza e in particolare del gruppo Megafono-Pse, si tratta di Antonio Malafarina e Giovanni Di Giacinto, ormai ex fedelissimi del governatore.

La votazione si ferma a 21 sì, 21 no e tre astenuti, e quindi non è approvato per un solo voto. Nel Pd i deputati presenti in aula, che hanno votato a favore, erano 14 ma ben dice gli assenti, mentre nell’Udc la sola presente era Margherita La Rocca Ruvolo. Per Sicilia Futura, su otto deputati, ha votato solo Marcello Greco. Vota con la maggioranza, invece, Ncd, che mostra, comunque due assenti.

Compatto, invece, il fronte del ‘no’, con il gruppo del M5s che propone la votazione palese e mostra 13 voti contrari e un solo assente; contro il Dpef anche i deputati Nello Musumeci e Gino Ioppolo della Lista Musumeci, i due Mpa Toti Lombardo e Giovanni Greco, Bernardette Grasso di Grande Sud-Pid e i due parlamentari del Misto Girolamo Fazio e Francesco Riggio. L’altro astenuto appartiene all’opposizione. si tratta di Roberto Clemente di Gs-Pid.

Uno stop che interrompe la già difficile procedura verso il bilancio e ne allunga ulteriormente i tempi già risicati

“Bocciato il Dpef, ora Baccei si dimetta”. Tuona il movimento 5 stelle che attacca l’assessore regionale all’economia. La bocciatura, infatti, è arrivata grazie alla richiesta di voto palese proprio del M5S.

“E’ la palese e plastica dimostrazione – affermano i deputati cinquestelle – che al di là delle dichiarazioni di circostanza e dell’ interessata bocciatura della mozione di sfiducia a Crocetta, questo governo non ha la maggioranza per governare una Regione ormai letteralmente allo sbando. Le numerosissime assenze oggi in aula dimostrano, inoltre, quanto i deputati, che erano presenti in gran massa a sala d’Ercole per difendere le loro poltrone in occasione della sfiducia al governatore, tengano alle sorti della Sicilia. L’aula oggi si è resa conto che il documento che si voleva approvare era solo un testo vuoto, un mero libro dei sogni, senza né capo né coda. Baccei ne prenda atto e presenti l’unica cosa sensata che può sottoporre in questo momento alla pubblica opinione: le sue immediate dimissioni”.

La bocciatura è arrivata anche per l’astensione di pezzi della maggioranza e per assenze importanti nella medesima maggioranza. Un segnale preciso che mette a rischio tutto l’impianto anche del bilancio di previsione 2016 appena trasmesso alla Commissione.

“Il sogno del Bilancio 2016 senza ricorrere all’esercizio provvisorio è svanito sotto il tiepido sole di una giornata prenatalizia – commenta Nello Musumeci -. In aula due deputati dissidenti della maggioranza e l’assenza di altre decine hanno messo il governo in minoranza. A questo punto tutto ricomincia da capo”.

“Non lo abbiamo votato stamattina e non lo voteremo nemmeno successivamente – dice Giovanni Di Giacinto capogruppo del Megafono-Pse -. Questo Dpef è per noi scarno di misure che sostengano la crescita del Pil, la semplificazione e lo sviluppo. Come gruppo abbiamo deciso di lasciare l’Aula quando verrà posto in votazione”.

“E’ stato solo un errore di comunicazione – si giustifica Giuseppe Picciolo di Sicilia Futura – la mancata presenza oggi in Aula dei parlamentari di Sicilia Futura. Pensavamo che il voto finale sul Dpef si tenesse nel pomeriggio. Per questa ragione tutti erano stati avvisati per garantire la presenza in orario diverso. Non c’è quindi nessun caso attorno alle assenze in Sicilia Futura. Voteremo il Dpef appena si procederà alla votazione a Sala d’Ercole”.

E adesso il ricorso all’esercizio provvisorio pare inevitabile. “Alla prima prova la grande armata del Pd, dell’Udc e del Ncd cade sconfitta in Aula a Palazzo dei Normanni – dice dall’opposizione Marco falcone, capogruppo di Forza Italia -. La bocciatura del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria è lo specchio della vacuità dell’azione di una rabberciata maggioranza, non forte nella proposta e nemmeno nei numeri”.