“La vicenda delle Province è l’ennesima impasse determinata da un governo regionale incapace di disegnare un orizzonte politico e di mettere in campo un’azione che superi la grave crisi strutturale e finanziaria di questi anni. Adesso non resta che correre subito ai ripari con le opportune modifiche alla legge per evitare che il sistema collassi lasciando nel dissesto gli enti intermedi con grave pregiudizio per l’occupazione e per i servizi”.

L’affondo senza precedenti per chiarezza è di Mimma Argurio, della segreteria della Cgil Sicilia ed Enzo Abbinanti, della Fp Sicilia che sottolineano come, in particolare, “va risolta in maniera chiara e inequivocabile la questione della corrispondenza fra risorse, funzioni e personale, considerato che la situazione economica degli enti già a partire dal 2016 potrebbe essere assai difficile con una deriva difficilmente arrestabile”.

“Crocetta ha tenuto per quasi tre anni sotto commissariamento le ex province – rilevano Argurio e Abbinanti- e adesso Roma presenta il conto, ripagando il governo regionale con ugual moneta con la bocciatura di gran parte dell’impianto della recente norma approvata all’Ars, così come d’altro canto ha già fatto con altre leggi e con il bilancio pluriennale della Regione. E’ comunque una situazione paradossale e il risultato è che la Sicilia non fa passi avanti”.