Matteo Renzi si presenta in Senato per il suo discorso programmatico con cui chiederà alla Camera alta del Parlamento e domani a Montecitorio la fiducia. I voti previsti per lui a palazzo Madama oscillano fra fra i 175 e i 176 tranne sorprese: scongiurate infatti le preoccupazioni sul voto contrario dei civatiani, il presidente del consiglio dovrebbe ottenere la fiducia da Partito Democratico, Nuovo centrodestra, Scelta Civica, Popolari per l’Italia, Autonome, da tre senatori dissidenti del Movimento 5 stelle e da cinque senatori a vita (anche se al momento gli unici senatori a vita presenti in aula sono Mario Monti e Carlo Rubbia). La maggioranza assoluta è di 161 senatori.

“L’Italia non ci segue perché sta avanti a noi e noi faremo di tutto per raggiungerla attraverso un pacchetto di riforme che considera il semestre Ue come la principale opportunità e affronti prima del semestre le scelte su lavoro, fisco, Pa, giustizia e che metta al centro il valore della scuola” dice Renzi. “Ma – sottolinea – tutto deve partire dalle riforme costituzionali, istituzionali e elettorale sulle quali si è registrato un accordo che va oltre la maggioranza di questo governo, un accordo che rispetteremo nelle modalità prestabilite”.

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