Dopo una maratona di un intero giorno l’Assemblea regionale siciliana ha approvato finanziaria e bilancio, nonostante l’uscita dall’aula, stamane, di quasi tutti gli esponenti dell’opposizione. I sì sono stati 39 sia per la finanziaria che per il bilancio. In aula c’erano 42 deputati al voto per la finanziaria (3 astenuti) e 43 per il voto del bilancio (4 astenuti).

Nella maggioranza si è astenuto il Pd Fabrizio Ferrandelli, che aveva annunciato in aula l’intenzione di non votare il provvedimento e
di ritenere l’esperienza del governo Crocetta “ai titoli di coda”.

“Non ci sto a portare avanti una Finanziaria che non ha un’anima. Presidente Crocetta, si è esaurito un progetto politico e dobbiamo guardarci in faccia e raccontarci la verità; non possiamo nasconderci di fronte alla Sicilia e a chi si aspetta da questa manovra non privilegi, ma diritti. Dobbiamo capire come non essere complici di questa pantomima e ammettere una semplice verità: questo governo non ha più una maggioranza numerica e politica e rispetto a questa verità dobbiamo immaginare anche di restituire la parola ai siciliani e affidare questa esperienza, ormai ai titoli di coda, alla storia – aveva detto Ferrandelli – Resto in aula perché è un dovere morale e un gesto di responsabilità nei confronti dei siciliani, lo faccio anche perché ritengo il PD una comunità e garantirò il numero legale, ma non voterò questa manovra”.

Astenuti anche Girolamo Fazio (gruppo misto) e Vincenzo Vinciullo dell’Ncd. Ma un sì a sorpresa è arrivato anche dal deputato d’opposizione Giovanni Greco del Partito dei siciliani Mpa. Ad aiutare la maggioranza è stato anche Ncd che non aveva lasciato l’aula insieme alle altre opposizioni (anche se Fontana ed Alongi alla fine non hanno partecipato al voto) e con il vice presidente della Commissione bilancio ed esponente proprio Ncd Vinciullo che è rimasto pur astenendosi.

Di fatto con il numero legale a 41 per effetto di numerose assenze e congedi la permanenza in aula di pochi deputati dell’opposizione, pur astenutisi, ha mantenuto in vita la seduta.

L’aula è stata convocata per il 12 maggio quando toccherà alla riforma delle Autonomie Locali più volte affossata