Caltanissetta – Il Consiglio provinciale chiede a più voci la verifica politica al presidente dell’Ap Federico, e lo fa sia dai banchi di una maggioranza il cui quadro negli ultimi tempi s’è notevolmente modificato, sia da quelli del centrosinistra cui ormai si guarda nell’ottica dei futuri nuovi equilibri di governo.

Il tutto si è innescato con le dichiarazioni di Sorce e Pepe che hanno annunciato la costituzione del nuovo gruppo dell’Udc verso il Partito della Nazione, lo schieramento di Casini e Cesa.

È giunto il momento di fare definitiva chiarezza, hanno rimarcato i due, invitando Federico a procedere in tal senso. A seguire Ascia, già nel Pdl Sicilia, ha ora dichiarato la sua autonomia nel gruppo misto.

Tali annunci hanno ovviamente innescato una serie di interventi. Bonura (Pd) ha ribadito tale invito a Federico, rimarcando come la progressiva frammentazione del centrodestra abbia di fatto portato ad un blocco del lavoro dell’amministrazione, con una Giunta che non rispecchia più l’attuale geografia politica.

Capizzi, nel rivendicare come da tempo il Pdl Sicilia sollecitava questo momento di verifica, ha però affermato che l’eventuale rimpasto dovrebbe essere operato all’interno di quelle forze che a suo tempo hanno sostenuto la candidatura Federico: mentre adesso, ha aggiunto, si vuole operare una sorta di “ribaltone” con il coinvolgimento del centrosinistra sconfitto alle elezioni.

Per D’Arma (Pd) il termine “ribaltone” è da ritenersi insignificante e riduttivo dal momento che il Pd ha avuto modo, in più occasioni, di dare soccorso proprio ai “ribaltati”, solo che – ha detto- adesso è giunto il momento di dire basta.

Cascino (La Destra) ha insistito sulla necessità di azzerare la giunta, sollecitando Federico a compiere di conseguenza i dovuti passi con le segreterie dei partiti, mentre Cannizzo (Pd) ha ricordato come siano tanti i problemi sui cui lavorare (università, occupazione, viabilità, ecc.) ma sui quali bisogna interloquire in aula con l’intera rappresentanza istituzionale.

Qui si chiede la verifica politica, ha proseguito Delpopolo (Sicilia F.L.), ma di fatto – ha detto – Federico sta lavorando in questa direzione, laddove inevitabilmente subiamo i riflessi di un quadro politico più generale.

Di esperienza del centrodestra ormai al capolinea ha parlato Cirrone Cipolla (Pd), con una maggioranza che s’è andata sciogliendo nel tempo, per cui – ha ribadito – occorre una volta per tutte sapere quali azioni si ripromette il presidente dell’Ap; anche se – ha poi rilevato La Rosa (Mpa) – c’è da sperare che queste richieste di azzeramento non celino solo una corsa alla poltrona, mentre riferendosi al Pd ha aggiunto che, prima di sindacare in casa altrui, dovrebbe fare chiarezza al suo interno.

Alla fine è anche intervenuto il vice presidente Milano, che con risolutezza ha dichiarato che certi problemi insorti fino ad oggi tra esecutivo e consiglieri nulla hanno avuto a che fare con la politica, ed ha difeso l’operato di una Giunta composta – ha detto – da persone per bene, che hanno dovuto affrontare i tanti problemi lasciati irrisolti da dieci anni di amministrazione di centrosinistra, basti l’esempio delle condizioni delle scuole.

Ha concluso Petralia (Udc) che ha detto: se qui la volontà è quella di non lavorare fino a quando non sarà conclusa questa nuova spartizione, allora chiedo la verifica del numero legale. Numero che alla fine non c’era più, con conseguente rinvio della seduta di 24 ore.