La direzione regionale del Pd siciliano è convocata per mercoledì 22 gennaio quando il segretario in scadenza Giuseppe Lupo (coinvolto anche lui nell’inchiesta sui rimborsi dei gruppi parlamentari all’Ars e a cui i magistrati di Palermo contestano spese per 39 mila euro) avvierà “gli adempimenti congressuali in vista del prossimo congresso regionale, previsto per il 16 febbraio”.

I tempi stringono e l’accelerazione voluta dal segretario nazionale Matteo Renzi che vuole archiviare la pratica dell’elezione dei segretari federali regionali entro la metà di febbraio per dedicarsi alla composizione delle liste in vista delle europee (e chissà forse anche delle politiche) impongono la velocizzazione dell’iter. L’inchiesta della Procura di Palermo che ha messo sotto accusa 83 deputati su 90 della scorsa legislatura, inutile nasconderlo, inciderà anche sullo svolgimento del congresso siciliano. Sicuro che alcuni candidati considerati “naturali” possano far finta di nulla e perseverare nella loro volontà di guidare il partito siciliano?

Tutt’altro. Ma di certezze riguardo le candidature ancora non ce ne sono. Da tempo, nell’area Bersani, c’è un giovane che attende l’imprimatur nazionale per scendere in campo: si tratta di Peppe Provenzano, nello staff dell’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi che ha lavorato alla campagna per le primarie di Gianni Cuperlo. Emerge sempre di più l’ambizione personale di Fabrizio Ferrandelli, renziano, che potrebbe avere gioco dal coinvolgimento di Davide Faraone nell’inchiesta (a lui vengono contestate spese per poco più di 3000 euro) mentre la candidatura dell’assessora alla formazione, Nelli Scilabra ha perso smalto.

I renziani: Faraone è impegnato nella segreteria nazionale di Renzi che sull’inchiesta palermitana, fin qui, non ha messo bocca mentre è toccato allo stesso deputato nazionale lanciare la polemica contro chi – senza mai fare il nome del governatore Crocetta che però sentendosi chiamato in causa ha risposto con una lunghissima nota – ha minato la sua “credibilità”: “La cattiveria degli sciacalli è pari alla cattiveria dei mafiosi, noi siamo diversi da loro” ha chiosato Faraone al termine di una nota in cui lancia il cronoprogramma per il rilancio della Sicilia esemplificandolo in 10 punti che riscrivono l’agenda di governo e di fatto lanciano la candidatura dei renziani alla segreteria regionale.

Nel frattempo, però, c’è chi lavora già per l’Europa: è il senatore Beppe Lumia, eletto nelle liste del Megafono a palazzo Madama dove è iscritto al gruppo dei Democratici. Lumia lavora ormai da tempo per garantirsi un posto in lista per l’elezione a Bruxelles cercando in Europa la sicurezza di una poltrona che a Roma comunque è a termine. Di certo termine anticipato rispetto alla naturale scadenza della legislatura.

edd