Tra gli elementi che concorrono a garantire uno sviluppo ottimale del bambino, l’alimentazione ha sicuramente un ruolo determinante, soprattutto nei primi periodi di vita. Gli “errori” alimentari materni durante la gravidanza rappresentano il primo passo verso l’obesità infantile.

Una dieta equilibrata è estremamente importante: una corretta alimentazione consente alla futura mamma un adeguato aumento di peso, fornendo allo stesso tempo tutti i nutrienti necessari per se stessa e per il bambino. Per una donna che inizia la gravidanza in uno stato di normopeso, un adeguato aumento di peso (dai 9 agli 11 kg circa) assume addirittura un ruolo “protettivo” nell’evitare un possibile sviluppo dell’obesità del bambino in età pediatrica.

Un eccessivo aumento di peso, invece, può essere associato ad alterazioni metaboliche della gestante come, ad esempio, il diabete gestazionale e l’obesità, che possono avere conseguenze sul feto. Un’alimentazione materna non corretta e l’ipernutrizione nel 3° trimestre di gravidanza portano ad un maggior accumulo di tessuto adiposo nel feto, rappresentando, quindi, il primo passo verso l’obesità infantile e agendo come cofattore ambientale nello sviluppo in fase adulta di malattie cronico-degenerative, come:

Obesità
Ipertensione
Dislipidemie
Diabete di tipo 2
Sindrome Metabolica

Anche i neonati con basso peso alla nascita rispetto a quelli con peso “normale” sono predisposti a Sindrome Metabolica, diabete, obesità e ipertensione: infatti il ritardo della crescita intrauterina induce insulino-resistenza, con conseguente rialzo dei livelli di insulinemia e di pressione arteriosa. Quando il feto è sottoposto a ridotto apporto di nutrienti tende a massimizzare la probabilità di sopravvivenza: il feto impegna, quindi, le ridotte risorse nutrizionali per salvaguardare e garantire lo sviluppo di organi vitali come il cervello a scapito di altri organi come il fegato, il pancreas e il muscolo.

Nell’alimentazione di una gestante oltre al peso bisogna tenere conto del fatto che in gravidanza aumenta il fabbisogno di alcuni micronutrienti come gli acidi grassi e alcune vitamine e minerali come ferro, folati e calcio.

Il fabbisogno giornaliero di calcio in gravidanza che è contenuto in moltissimi alimenti di origine sia animale che vegetale, è di circa 1200 mg/die e soprattutto nel 3° trimestre di gravidanza ne aumenta la richiesta da parte del feto e un’alimentazione carente di questo minerale può provocare il progressivo depauperamento osseo della gestante.

A tal proposito, bisogna ricordare che l’ACQUA è un’ottima fonte di calcio ad alta biodisponibilità spesso ignorata: in gravidanza se ne consiglia l’assunzione di 2-3 litri al giorno con un contenuto di calcio di circa 150-200 mg/l.

Ulteriori consigli nell’alimentazione della gestante riguardano un adeguato frazionamento dei pasti, allo scopo di rendere ciascun pasto più leggero (quindi facilmente digeribile) di regolare l’appetito, ma soprattutto di stabilizzare i livelli glicemici e insulinemici nel corso della giornata.

Infine, a meno di controindicazioni, è molto utile effettuare una regolare attività aerobica che in gravidanza può essere rappresentata da semplici passeggiate di circa 30 minuti possibilmente tutti i giorni, o per lo meno a giorni alterni; tale attività aiuta a mantenere un buon tono muscolare fino al momento del parto, attiva la motilità intestinale, favorisce le funzioni respiratorie, migliora la circolazione del sangue ed aiuta a limitare l’aumento ponderale. Anche il nuoto è una attività molto adatta alle gestanti, che se eseguito con moderazione, può essere praticato fino al termine della gravidanza.

L’articolo è stato scritto e curato dal Dott. Nicola Calandrella Biologo Nutrizionista, Specialista in Patologia Clinica e Perfezionato in Fitoterapia e Piante Officinali. Il Dott. Calandrella esercita la sua professione a Roma; il sito internet è www.bionutrizionista.eu e il profilo facebook è Centro Nutrizione Dott Calandrella.