Sono molte le vicende storiche che sembrano essere entrate in contatto con la zona delle grotte della Gurfa. Dopo la teoria portata avanti dal prof. Carmelo Montagna, secondo il quale la thòlos del sito potrebbe trattarsi addirittura della mitologica “Tomba di Minosse”, nuovi particolari si aggiungono a quello che è ormai un crocevia di leggende.

I Templari, più precisamente quelli di successiva derivazione teutonica, secondo quanto sostiene il professore, sarebbero gli antichi fruitori delle grotte della Gurfa.  I motivi sono riconducibili allo stretto rapporto che avevano con Federico II, e alla “pulizia etnica” dei musulmani stanziati in Sicilia. Difatti, il sito delle grotte, in passato potrebbe esser stato teatro di antichi culti religiosi dei Cavalieri Teutonici o essere stato utilizzato come luogo per nascondere le loro ricchezze.

Il sito, inoltre, secondo quanto ci dice il prof. Montagna, “ha un’incredibile somiglianza con la descrizione storica della tomba di Minosse” e continua “il costruttore del sito della Gurfa è stato sicuramente un conoscitore della grande architettura, soprattutto della sezione aurea, poiché dimostra una certa sapienza geometrica ancestrale”.

Carmelo Montagna è convinto di ciò soprattutto per la collocazione delle stanze che compongono il sito archeologico: “il piano terra è composto da una camera funeraria, la più vasta dell’età del bronzo e del Mediterraneo, formata da un tetto a due spioventi come simbolo di protezione, di “casa, abitazione”, continua poi, “nella parte superiore, le quattro stanze presenti fanno parte sicuramente di un santuario del culto dei riti minoici, il Megaron”.

Ma la cosa che si collega con più particolarità alla teoria del professore, è sicuramente uno dei fori che collegano la superficie all’interno del sito. A quanto sostiene Montagna “veniva utilizzato per la Catabasi, un antico rito di prova per il futuro re (Minos), che veniva calato da lassù fin dentro la tomba, per dimostrare il suo coraggio nei confronti della morte. Il futuro re avrebbe poi passato un periodo imprecisato all’interno della sepoltura, a simboleggiare la discesa nell’Ade e la futura risalita”.

Le grotte della Gurfa, quindi, riaccendono antichi misteri che, dagli echi delle antiche Crociate dei Cavalieri del Tempio, ci portano direttamente ai mitologici racconti dei figli di Zeus, correlando i due argomenti in un modo del tutto inaspettato.