La guerra, stavolta, non è solo aperta ma anche dichiarata ufficialmente. L’area renziana del Pd ha deciso di chiudere con il governo Crocetta. Per farlo serve fare un bilancio di previsione entro fine anno per poter andare alle elezioni nella prossima primavera inoltrata.

La dichiarazione ufficiale di guerra esce dalla penna dell’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei che, attivando una prerogativa che lo statuto assegna all’assessore all’economia utilizzata rarissimamente in Sicilia e comunque mai dall’elezione diretta del presidente della Regione, mette di fatto in mora Crocetta sull’approvazione in giunta e sull’invio all’Ars della bozza di bilancio da lui predisposta.

“E’ nostro intendimento presentare all’inizio della prossima settimana il ddl stabilità e il ddl di bilancio di previsione 2016/2018 all”attenzione della Giunta regionale – scrive Baccei – per consentirne l”invio all’Assemblea regionale siciliana entro la fine del mese di novembre. La tempistica ipotizzata è tendenzialmente in linea con le scadenze previste dal decreto legislativo 118/2011 che nell’elencare gli strumenti della programmazione regionale prevede: ‘Il disegno di legge di stabilità regionale, da presentare al Consiglio entro il 31 ottobre di ogni anno e comunque non oltre trenta giorni dalla presentazione del del ddl di bilancio dello Stato; e il ddl di bilancio da presentare al consiglio entro il 31 ottobre di ogni anno e comunque non oltre i 30 giorni dall”approvazione dell disegno di legge di stabilità dello Stato'”.

“Considerato che i citati documenti statali sono stati approvati dal Consiglio dei ministri il 16 ottobre e trasmessi al Senato il 25 ottobre – scrive Baccei a Crocetta – per assicurare la necessaria condivisione delle scelte in seno al Governo e alla maggioranza parlamentare, ti richiedo di prevedere la calendarizzazione delle sedute della Giunta nel rispetto della tempistica esposta”.

Soltanto ieri sera, in aula, il Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone aveva richiamato il governo sottolineando come non ci sia ancora traccia, in Assemblea, dei documenti economico-finaziari ed aveva dato un ulteriore avviso al Presidente della regione ripercorrendo un copione già visto negli ultimi anni sempre in periodo di bilancio

Impensabile che Baccei possa aver lanc iato una simile ‘bomba’ senza essersi prima consultato con i suoi dante causa romani che lo hanno inviato lì proprio a curare i conti siciliani.

D’altra parte gli attacchi al governatore sono forti anche in area Udc e Alleanza popolare. Se poi si legge fra le righe della nota di quattro dei sei assessori Pd (all’appello mancano i cuperliani Cracolici e Marziano ), il quadro sembra completo. “Riteniamo opportuno partecipare ai lavori della giunta per onorare le importanti questioni poste all’ordine del giorno, nell’interesse della Sicilia” scrivono insieme tutti i rappresentati democratici in giunta ovvero Anthony Barbagallo, Baldo Gucciardi, Alessandro Baccei e Vania Contrafatto, a proposito della riunione della giunta regionale di oggi. “Auspichiamo ovviante – aggiungono – che venga recuperato il rapporto col governo nazionale, condizione imprescindibile per continuare positivamente questa esperienza”.

Anche da Sicilia Futura fanno sapere che l’assessore Croce è andato in giunta solo perchè in discussione c’erano provvedimenti importanti per Caltanissetta e per i forestali “Abbiamo scelto di venire incontro agli interessi della Sicilia e dei lavoratori forestali e dunque chiesto a Maurizio Croce di partecipare alla riunione di giunta – dice il coordinatore Nicola D’Agostino – unicamente per garantire la soluzione della questione. Abbiamo concordato questa posizione con gli altri 4 assessori di area renziana del Pd. Siamo convinti anche noi che senza un raccordo forte con il governo nazionale, oggi non garantito, questa esperienza politica rischia di concludersi anticipatamente. L’augurio è che si ritrovino elementi di ragionevolezza, ma i dubbi espressi in questi giorni rimangono al momento tutti confermati, come confermato è il non sentirci parte di questa maggioranza”.

La strategia sembra definita. Bilancio subito con approvazione entro fine dicembre, Sfiducia a gennaio a meno che Crocetta non decida di andare via da solo e in ogni caso al voto in primavera