E’ guerra della pubblicità nello scalo Falcone Borsellino. Guerra con cambio di filosofia e di introiti da parte della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto di Palermo.

Mentre il primo bando di gara prevedeva la gestione e la raccolta di pubblicità ad un unico soggetto che pagava un canone annuo, adesso la società che si è aggiudicata la gara fornirà solo il materiale per le esposizione: cartelloni e display.

La raccolta pubblicitaria sarà realizzata direttamente dalla società di gestione dello scalo. In soldoni mentre prima bando valido per otto anni dal 2005 al 2013 aveva consentito alla Damir srl di gestire la raccolta della pubblicità pagando ogni anno circa un milione e 100 mila euro. Adesso la Gesap pagherà per i servizi forniti dalla Visiva Marketing Tools Srl poco più di 100 mila euro. Una bella differenza soprattutto per le casse della Gesap che potrà così garantirsi fondi cospicui per la manutenzione e lo sviluppo dello scalo. Una nuova filosofia che ha trovato non poche resistenze, visto che la stessa Damir srl contro l’avviso di gara e all’aggiudicazione alla Visiva Marketing ha presentato un ricorso al Tar di Palermo. Giudici amministrativi che hanno respinto il ricorso e condannato la società di pubblicità a pagare le spese legali. Il ricorso era stato presentato contro la Gesap, assistita dall’avvocato Massimiliano Mangano e nei confronti della Visiva che era assistita dagli avvocati Cristiano Bevilacqua e Luigi Marcello Vizzini. La Damir aveva impugnato il bando con il quale la Gesap aveva indetto per circa 200 mila euro una procedura aperta per l’affidamento, con il criterio del maggior ribasso percentuale, del servizio di “realizzazione, stampa, rimozione e collocazione di teli pubblicitari sugli impianti di proprietà della stessa società di gestione”. Nel ricorso la Damir contestava “la facoltà, riservata dal bando alla stazione appaltante, di modificare la localizzazione e di variare (in diminuzione od in aumento) il numero degli impianti pubblicitari cui il servizio è riferito – si legge nella sentenza – Riteneva troppo alto il costo del servizio di 200 mila euro pari ad un terzo del fatturato previsto di circa 600 mila euro”.

Per i giudici della prima sezione presieduta da Nicolò Monteleone (Roberto Valenti, Consigliere e Luca Lamberti, Referendario, Estensore) il ricorso va respinto legittimando l’operato della Gesap. “L’offerta richiesta, infatti, è a misura dei metri quadrati che saranno realizzati – dicono i giudici -, non già forfetaria ed a corpo; inoltre, gli elementi di possibile variazione rientrano nella fisiologica attività contrattuale. L’amministrazione ha indicato per le imprese partecipanti tutto quanto necessario per la realizzazione degli spazi espositivi”.

Questo primo round è andato a favore della Gesap, ma è certo che la partita milionaria della pubblicità nello scalo è tutt’altro che chiusa.