Ci sono volute quasi tre ore di riunione per comunicare la decisione dell’Udc sulla vicenda Humanitas, la clinica privata che in accordo con l’assessorato regionale alla sanità retto da Lucia Borsellino dovrebbe aumentare la propria dotazione di posti letto convenzionati. Il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia che ieri a Roma della questione aveva parlato direttamente col governatore, a margine del vertice sui precari, ha ribadito quanto già si sapeva da venerdì scorso: o il governo ritira la convenzione – che sia la Borsellino che Crocetta hanno ripetutamente dichiarato essere d fatto “sospesa” – oppure il partito centrista lascerà il governo. Saranno i tre assessori di riferimento – la Valenti agli enti locali, Cartabellotta all’agricoltura e Bonafede al Lavoro, come ha dichiarato il capogruppo Lillo Firetto – a chiedere alla prossima riunione di giunta il ritiro della delibera la cui bozza era già stata siglata lo scorso 2 luglio ben prima del passaggio obbligato in commissione sanità all’Ars.

Questa mattina, al vertice con il segretario regionale, Giovanni Pistorio (che sulla vicenda Humanitas non ha preso posizione al contrario di altri componenti del gruppo a cominciare dal capogruppo Lillo Firetto e dal vice Gianluca Micciché), convocato venerdì scorso, era presenta anche D’Alia che sin da subito ha scatenato la polemica dopo che la convenzione fra la Regione e la clinica Humanitas di Catania è stata stoppata in commissione sanità dai componenti e dal presidente Giuseppe Digiacomo.

L’accordo fra Regione e Humanitas prevede un aumento di posti letto convenzionati della struttura che per ospitare un numero maggiore di ricoveri destinati all’oncologia ha già avviato i lavori di ampliamento della clinica. “Il tema non è l’Humanitas – ha affermato D’Alia prima del vertice – un gruppo internazionale che fa bene il suo lavoro e neppure gli investimenti privati in Sicilia: la questione che abbiamo posto riguarda la coerenza degli investimenti privati con i piani del governo, soprattutto in un settore delicato come quello della sanità. Siamo convinti che dopo la conversazione avuta con il presidente Crocetta, le questioni poste troveranno ingresso nell’azione del governo perche’ condivise a pieno dal governatore”.

Il ministro D’Alia ha chiesto a Crocetta di fare chiarezza sui termini dell’accordo puntando la polemica su Articolo 4 e sui presunti interessi di Luca Sammartino, capogruppo del movimento di Leanza all’Ars che alla clinica di Catania è legato dalla presenza della madre e dello zio, dirigenti del centro. La minaccia dichiarata da D’Alia è il ritiro dell’appoggio al governo Crocetta se la delibera di convenzione non verrà bloccata. Come di fatto confermato al termine della riunione.

Sulla sfiducia, D’Alia si era espresso con cautela: “Oggi faremo una riflessione sull’attività del governo e sulle cosa e da fare e penso che si arriverà ad un chiarimento che sia utile a rilanciare e a rafforzare l’azione del governo e della maggioranza che lo sostiene”. A chi chiedeva al ministro se escludesse una mozione di sfiducia aveva risposto “rispetterò le decisioni del partito in Sicilia”.