Precari e caso Humanitas. Due argomenti su cui l’Udc vuole far pesare il suo punto di vista. E chiudersi a testuggine attorno al loro riferimento romano, il ministro della Funzione pubblica, Gianpiero D’Alia.

Sono gli ultimi due temi, emergenze o vertenze, su cui il governo del presidente Crocetta è costretto a confrontarsi praticamente all’indomani dall’aver passato indenne il dibattito sulla sfiducia che si è svolto il 25 ottobre scorso all’Ars. E al termine del vertice convocato questa mattina all’Ars in cui l’Udc ha ribadito la propria posizione (“O Crocetta revoca la delibera Humanitas o usciamo dalla giunta”), pare sia già convocato un confronto fra il governatore Crocetta, il capogruppo all’Ars dei centristi, Lillo Firetto e la presidente dell’Udc siciliana, Margherita La Rocca Ruvolo.

Clinica Humanitas: il caso scoppia in un giorno festivo, lo scorso 1 novembre quando il ministro della Funzione pubblica leggendo la ricostruzione di Repubblica sugli esiti della commissione sanità che il giorno precedente aveva bloccato unaìo schema di convenzione fra assessorato alla salute e centro privato, ha lanciato i “suoi” contro gli interessi che attorno alla clinica in corso di ampliamento a Misterbianco.

Al di là delle smentite ufficiali o delle precisazioni di merito, la battaglia è fra Udc e Articolo 4. Uno scontro diretto fra i due partiti rivangando antichi dissapori fra l’ex segretario regionale dell’Udc, oggi ministro, Gianpiero D’Alia e l’attuale capogruppo di Aritcolo 4, Luca Sammartino. Gli screzi fra D’Alia e Sammartino, passato poi ad Articolo 4 con Leanza, anche lui fuoriuscito dall’Udc, cominciarono durante la campagna elettorale per le regionali per una controversa accusa di un paziente del centro HUmanitas, dove lavorano la madre e lo zio del giovane deputato catanese.

Ma Sammartino respinge le accuse di avere interessi personali sulla vicenda Humanitase sulla bozza di accordo firmato dalla Borsellino. Eppure dall’Udc, le bordate continuano. La presidente dei centristi siciliani, al termine della riunione di questa mattina, ha dichiarato: “Non ce l’abbiamo con l’Humanitas che è un polo d’eccellenza ma non si può trovare conflitto d’interessi in alcuni ambiti, come la Formazione, e non in altri”.

E su questo punto i deputati siciliani dell’Udc sembrano convinti: o la convenzione viene ritirata oppure i tre assessori di riferimento, Ester Bonafede al Lavoro, Dario Cartabellotta all’Agricoltura e Patrizia Valenti agli Enti locali, che ne chiederanno la revoca alla prossima riunione di giunta, usciranno dal governo e il gruppo toglierà il sostegno al presidente Crocetta.

Un aut aut , a poche ore dall’altro incontro che Crocetta e D’Alia hanno avuto a Roma sul tema della stabilizzazione dei precari, che non sembra “credibile” fino in fondo se non con l’intesa dello stesso presidente della Regione che ieri ha usato parole di plauso sull’intervento del ministro nella questione dei precari.

Precari: eppure proprio sulla stabilizzazione dei 20 mila precari siciliani, il ministro della Funzione pubblica ha mostrato nel corso di queste settimane posizioni quanto meno contraddittorie. Prima si era detto “favorevole”, nel senso che non si sarebbe opposto, all’emendamento presentato in Senato che prevedeva la proroga dei contratti dei siciliani, in scadenza il 31 dicembre prossimo. Poi, dopo l’intervento del ragioniere dello Stato e la bocciatura dell’emendamento, il ministro ha usato parole dure nei confronti dei politici siciliani che attaccavano il governo. Quindi ieri ha “offerto” la soluzione dell’applicazione del decreto legislativo 101 per la stabilizzazione dei precari siciliani che – appare chiaro  a tutti – per i forti vincoli previsti non riuscirà facilmente ad essere applicata nell’Isola.

Tant’è che anche su questo argomento, l’Udc ha chiesto una verifica concordata in un apposito vertice di maggioranza. “Chiediamo che si riunisca al più presto un vertice di maggioranza sulla questione dei precari, sul riassetto delle province e sulla vicenda Humanitas, in particolare sulle dichiarazioni che il presidente della Regione ha reso alla stampa e che noi non abbiamo apprezzato”, dice Lillo Firetto. “In particolare l’indicazione che viene dall’Udc su questi argomenti -aggiunge- è che si approvi la legge sui precari entro il 31 dicembre e si proceda ad unificare i testi attualmente in prima commissione sul riordino delle province, anche questa un’emergenza che va regolamentata entro l’anno”.

edd