“Sono sereno, il mio governo è estraneo”. Rosario Crocetta prova a chiudere la vicenda Humanitas, il caso della clinica oncologica di Misterbianco che ha mandato in frantumi la sua maggioranza. Nonostante la fiducia, incassata meno di una settimana fa, il governatore deve affrontare questa crisi interna scoppiata fra i centristi di Giampiero D’Alia e il partito di Lino Leanza, Articolo 4.

I due partiti alleati del governatore Rosario Crocetta sono ai ferri corti sulla vicenda Humanitas, la clinica oncologica al centro della delibera dell’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, che ha dato il via libera alla bozza di accordo fra i suoi uffici e il centro Humanitas di Milano per l’ampliamento della struttura oncologica di Misterbianco in provincia di Catania con la previsione di un aumento di 50 posti letto dall’attuazione dotazione di 88.

Dopo le accuse del ministro della Funzione Pubblica e leader dei centristi siciliani, Giampiero D’Alia, che ha minacciato l’uscita dal governo, oggi tocca al deputato di Articolo 4, Totò Lentini, attaccare direttamente il ministro e il suo partito, chiedendo al presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci di convocare D’Alia per spiegare le dchiarazioni del ministro sulle “zone d’ombra”. Un corto circuito politico-giudiziario.

“Da un punto di vista strettamente politico – afferma Lentini – non è possibile che il governo della Regione sia sottoposto a continui ricatti ed ogni argomento sia occasione per minacciare l’uscita dalla maggioranza quasi come se D’Alia e compagni volessero giocare su due fronti in attesa di sviluppi romani che gli permettano di ricollocarsi”.

La vicenda Humanitas agita il governo insomma. Lo scontro fra gli alleati di Crocetta ha una valenza prettamente politica. E riguarda lo scontro fra il ministro D’Alia e l’ex udc e leader di Articolo 4, Lino Leanza. Al centro Humanitas di Catania infatti, l’amministratore delegato e un altro funzionario di primo piano sono Giuseppe e Nuccia Sciacca, fratello e sorella nonché zio e madre del capogruppo di Articolo 4 all’Ars, Luca Sammartino. Sul punto specifico, Sammartino, proprio oggi su Repubblica replica: “Io con l’Humanitas non c’entro nulla. Ho già querelato chi in passato mi ha voluto legare a questo centro di eccellenza dove lavorano miei familiari ma come dipendenti. I proprietari sono altri”.

Intanto sulla vicenda il governo regionale prova a smarcarsi per non restare impantanato. L’assessore Lucia Borsellino, con una nota, precisa che “la delibera con la quale il Governo ha apprezzato lo schema di Accordo tra l’Assessorato Salute e la medesima struttura non è in atto stata resa esecutiva”. Sulla vicenda interviene anche la commissione Sanità dell’Ars. “La Commissione non ha espresso alcun voto  – conferma il deputato del Pd e componente della Commissione salute Giuseppe Laccoto, in passato presidente della medesima commissione -ne avrebbe potuto farlo. Si è limitata a prendere atto di quanto l’assessore Borsellino ha comunicato ovvero che la delibera assunta dalla giunta non è immediatamente operativa e che la vicenda humanitas sarà affrontata nell’ambito della rimodulazione della rete ospedaliera che è in corso”.

Intervine sulla vicenda anche  Pippo Digiacomo, presidente della commissione Sanità all’Ars, che chiarisce l’intenzione di bocciare l’orientamento di un possibile taglio di circa “1.500 posti letto per acuti nella sanità pubblica e privata in Sicilia”.

Le opposizioni attaccano duramente il governo e la sua maggioranza.  Nino Germanà, deputato del Pdl siciliano, chiede che la questione Humanitas sia “affrontata da un punto di vista tecnico sanitario sottraendola agli umori politici”.  “Siamo di fronte, in base alle notizie pubblicate sulla stampa ad un privato che vuole investire in Sicilia quasi 100 milioni di euro creando posti di lavoro e dando vita ad un centro d’eccellenza che permetterà ai malati oncologici di curarsi nell’isola invece di dover andare al nord. Tutto questo riducendo il costo della mobilità passiva della Regione siciliana (171 milioni di euro l’ultimo dato accertato)”.

“Ancora una volta il Governo Crocetta si mostra come Giano bifronte: da un lato annuncia politiche di rigore verso la sanita’ pubblica, con provvedimenti al limite della sostenibilita’ per molte strutture, e dall’altro si mostra molto generoso verso la sanita’ privata, con l’aggravante di una leggerezza che lascia stupefatti anche sul fronte del conflitto di interesse e senza una reale programmazione che eviti duplicati degli interventi e spreco di denaro pubblico – attacca  Roberto Di Mauro, presidente del Gruppo Parlamentare all’Ars del Partito dei Siciliani – Mpa

Insomma una vicenda che ha mandato in frantumi la maggioranza crocettiana all’Ars. Prima il Pd, adesso l’Udc, che mercoledì, alle 11, 30, ha convocato all’Ars una riunione del gruppo parlamentare dell’Udc per decidere se levare il sostegno al governo Crocetta revocando gli assessori, mette in difficoltà il governo Crocetta.