Pubblichiamo il post ricevuto da Catone il Censore

Ricordate le nuove norme e i nuovi regolamenti riguardanti le case popolari, approvate e già in vigore da qualche anno?

Riguardano tutto ciò di cui si occupa l’Istituto! Pagamenti, doveri degli assegnatari, tasse, spese…. e i diritti. Sì… beh diciamo i diritti, che, come al solito, sono quelli che rimangono soltanto su carta. Proprio così, cari signori nisseni, perché, come è noto, l’antico proverbio dice: la legge NON è uguale per tutti.

Vi racconto una bella storiella. Ricordate le promesse del direttore, che assicurava che avrebbe lottato contro le occupazioni abusive degli alloggi, difendendo così il diritto di quelle famiglie bisognose che da anni stanno in graduatoria?

Ricordate la “comunicazione” del 24 novembre 2008 con cui il direttore rendeva noto che, in ottemperanza alle norme vigenti, “non saranno più prese in esame le richieste di sanatoria presentate ai sensi della legge regionale n. 11/02 oltre il termine del 31/12/2008”?

Una bella speranza per tutti coloro che aspettano un alloggio popolare con la pazienza di santo Giobbe! Ma sapete cosa è questa? Ve lo dico io: ARIA FRITTA!

Sì, signori, una gustosa, succulenta, aria fritta. Perché la “comunicazione” rimane sulla carta, o meglio viene applicata soltanto quando si vuole, perché la legge NON è uguale per tutti. Mi chiedo: ma per avere dei diritti in questo paese devo essere un delinquente? Devo conoscere gente “pericolosa”? O devo avere quel certo “amichetto”? Me lo chiedo e sapete perché? Perché se occupo abusivamente un alloggio popolare io, io che non sono nessuno, viene la polizia urbana e mi caccia fuori, minacciandomi di denunzia, e con tanto di telecamere per filmare il “lieto evento”, con tanto di intervista al vittorioso direttore.

E se io invece fossi uno, beh diciamo, un po’ cchiù spirtu? E allora è un’altra storia, si procede per altre vie, anzi non si procede proprio, si chiude un occhio, si chiude anche l’altro e si fa finta di nulla. E chi aspetta civilmente un alloggio popolare?

“S’attaccassi o tram”. Soltanto questo può sentirsi dire, perché la legge NON è uguale per tutti. Voi dite che forse sono impazzito? No, non è così! Quanti di voi conoscono persone che hanno fatto richiesta di un alloggio popolare perché ne abbisognano, e aspettano, aspettano, aspettano il treno che non passa mai?

Qualcuno magari è in queste condizioni, chi lo sa? Ma quanti di voi sanno che da alcuni mesi c’è un alloggio popolare occupato abusivamente e per cui l’Istituto non muove un dito? Ricordate di aver letto sul giornale di qualche mese fa che le case popolari, con l’aiuto della polizia e dei vigili urbani avevano sgomberato un alloggio popolare nel popoloso quartiere di Santa Flavia? Ricordate? E credete che sia vero?

Nooooooo, assolutamente no. Soltanto ARIA FRITTA. Perché l’alloggio continua ad essere occupato con placida tranquillità da chi non ne ha neanche bisogno. E noi che aspettiamo un alloggio popolare perché non abbiamo casa e abbiamo famiglia? Possiamo andare ad abitare nelle grotte, d’altra parte sono più sicure di certe case dove viviamo. Mentre le case popolari dormono, le case cadono e la gente muore.

Dovranno morire delle innocenti vittime anche qui come a Favara prima di vedere riconosciuti i nostri diritti? Probabilmente sì! Nel frattempo che aspettiamo che qualcuno ci lasci le penne non ci resta che sperare che non tocchi proprio a noi!

Queste sono le parole di Catone il Censore quello che vive in una stalla e aspetta insieme a tante famiglie un alloggio popolare, a cui ha diritto in quanto cittadino, ma forse non l’avrà mai perché troppo onesto.

Ricordate la parole del Censore: la legge NON è uguale per tutti. “legere et non intellegere neglegere est“.

Catone il Censore