“A chi non piace il termine preistoria, consiglio di sostituirlo con l’espressione ‘storia dolorosa che ha fatto il suo tempo”

Così il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli traendo spunto dalle dichiarazioni del presidente della Quinta Circoscrizione Fabio Teresi attacca il sindaco Leoluca Orlando e riprende le dichiarazioni  del sottosegretario Davide Faraone fatte sabato al banchetto del Pd in via Belmonte a Palermo. Ma la risposta a Teresi è solo una scusa per lanciare un affondo a tutto campo ed alzare il livello del confronto indirizzato ben più in alto nel partito e alla Regione .

E’ soltanto l’ultima puntata di un confronto interno, al vetriolo, fra renziani e Cuperliani del Pd a Palermo e orlando è solo uno degli argomenti. Faraone aveva parlato soprattutto di Regione e politiche regionali e di precari.

“Ha perfettamente ragione chi dice che siamo il Pd – prosegue l’esponente Dem – e che a noi spetta il compito di costruire un progetto credibile per il futuro di Palermo ed è per questo che siamo stati due giorni in piazza a confrontarci con i cittadini, per provare a capire quale sia la città in cui la gente vorrebbe vivere, insieme all’idea che i cittadini hanno su questioni di primaria importanza quali le pedonalizzazioni e le ztl, il sistema integrato dei trasporti, il rilancio delle attività produttive , la rivitalizzazione del centro storico , l’ integrazione sociale e razziale”.

“Il partito – spiega ancora – si è confrontato con migliaia di cittadini, perché il Pd che nasce oggi preferisce ascoltare e poi proporre, condividere e non imporre abbandonando le logiche che lo tengono impantanato da troppo tempo”.

“Noi – spiega l’esponente Dem – siamo stati in duemila piazze italiane per spiegare ai cittadini che esiste un metodo di governo partecipato e produttivo, vicino al 2017: un modello che esiste già in tante città italiane e che dal 2017 esisterà anche a Palermo”.

“Il Pd – si legge in una nota del segretario – è uscito dalle proprie stanze, più convinto che mai, con pace di chi, a partire da domani, tenterà di impantanare il dibattito su piccole beghe di quartiere”.

La nota si conclude con un incoraggiamento rivolto alla cittadinanza : “Se l’Italia sta cambiando, anche Palermo può cambiare: #PalermoCoraggio, il 2017 non è poi così lontano”.

Ma il confronto diventa ancora più ampio con l’attacco di Antonello Cracolici capocorrente cuperliana e assessore all’agricoltura che parla di segretarie palermitana che dorme sonni sereni.

Miceli ribalta l’accusa e lancia il suo affondo a Raciti la cui posizione traballa già da un poco secondo gli esponenti dem e una parte essenziale dei renziani. “Se il Pd a Palermo dorme la segreteria regionale è in coma profondo – aggiunge Miceli -. Antonello Cracolici è assessore e deputato palermitano, nella segreteria provinciale ci sono uomini vicini a lui, il capogruppo a Sala delle Lapidi è espressione della sua corrente; quando il neo assessore parla di Pd palermitano parla anche di se stesso, vero?”

“Il partito palermitano è molto vivo. Lo testimonia il fatto  – ricorda Miceli – che tantissime persone, tra ieri e oggi, si sono voluti confrontare con noi al banchetto sul futuro della città lasciandoci la convinzione che è giunto il momento di farci portavoce di quelle istanze che il partito, nella sua composizione storica, non ha mai saputo intercettare e soddisfare. Abbiamo riscontrato grande entusiasmo per il governo Renzi ed e’ da questo che vogliamo ripartire”.

“Mentre ci accusano di dormire – conclude Miceli – nella segreteria regionale alcuni componenti si dimettono in polemica con il segretario. Se il Pd a Palermo dorme la segreteria regionale e’ in coma profondo”.