Non c’è nessun segnale di apertura da parte della Regione di un reale tavolo di confronto nell’ambito della Conferenza con le Autonmie locali ed un diffuso disinteresse rispetto al mantenimento dei servizi essenziali che i comuni non riescono più ad erogare per colpa di tagli indiscriminati e non discussi.

Lo segnala l’Anci Sicilia nel corso della Conferenza Regione – autonomie locali. Secondo l’associazione dei comuni siciliani “non vi è alcun segnale di cambiamento nell’atteggiamento della Regione nei confronti dei comuni e che perdura l’indifferenza per i servizi essenziali e per tutto ciò che coinvolge i cittadini siciliani”.

Quindi Comuni ed enti territoriali sono in agonia. Lo denunciano anche Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che questa mattina hanno proclamato lo stato di agitazione, evidenziando la grave crisi finanziaria che sta attanagliando i comuni siciliani e gli altri enti territoriali proprio a causa dei mancati trasferimenti delle risorse da parte della Regione.

L’AnciSicilia, inoltre, ha formalmente dichiarato che non esistono le condizioni minime per esprimere un parere sulla proposta formulata dall’assessore regionale Pistorio relativa al piano di riparto.

In particolare, mentre si registra essere del tutto improduttivo di effetti il tentativo di introdurre correttivi alla dissennata politica regionale nei riguardi dei comuni , si evince che tali tentativi sono del tutto irrilevanti in considerazione della mancata attenzione ai problemi legati al patto di stabilità regionale che non ha consentito l’erogazione di alcuna somma per l’anno in corso e che nella migliore delle ipotesi prospettate dall’assessorato, porterebbe all’assegnazione di un sesto delle pur ridotte risorse previste . Tutto questo a danno dei comuni che sono costretti a onerose anticipazioni di cassa con produzione di pesanti interessi passivi, ciò anche in considerazione dei tagli continui , ormai pluriennali , alle risorse per i comuni ( da 914 milioni a 460 in un quinquennio) . Sulla ripartizione dei fondi si registra, inoltre , la mancata attenzione anche in sede legislativa per i comuni in dissesto e pre dissesto.

La complessiva situazione determina uno stato di “calamità istituzionale” anche in considerazione dell’applicazione in ambito finanziario (e nel corso del 2015) della cosiddetta armonizzazione dei bilanci e dalla mancanza di un esame congiunto, più volte richiesto dall’ancisicilia , della complessa situazione finanziaria dei comuni siciliani con il governo regionale e nazionale.

L’Ancisicilia è consapevole del fatto che è la prima volta in assoluto che si registra nella storia della Regione una presa di posizione così forte da parte dei comuni nel tentativo di richiamare attenzione e sensibilità nei confronti di servizi e diritti negati dei cittadini, mortificati dalla Regione che usa come parafulmine le amministrazioni comunali,. Tale presa di posizione è l’unico strumento possibile , atteso che il parere della nostra associazione non è vincolante e non impedisce che la Regione provveda ad assegnare quanto comunque dovuto ai comuni.

L’Ancisicilia richiama, infine, l’attenzione delle sigle sindacali e delle associazioni di categoria : perdurando tali condizioni non sarà possibile per moltissimi comuni pagare gli stipendi e i fornitori .