“Alla fine di questa assemblea presenteremo un documento condiviso da presentare alla Regione Siciliana. Se non avremo risposte convincenti ci rivolgeremo al supremo garante della Costituzione, ossia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”, il monito del presidente dell’Anci Sicilia arriva da Sala De Seta, ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. L’assemblea dei sindaci dei comuni siciliani è stata convocata la settimana scorsa, dopo il susseguirsi di botta e risposta tra Leoluca Orlando e il presidente della Regione Rosario Crocetta.

I Comuni siciliani sono sul piede di guerra e adesso provano a creare “una proposta organica, una sorta di riforma del testo unico per uscire dalle perduranti incertezze e confusioni delle istituzioni regionali”. A rischio sono quarantuno comuni che viaggiano già verso un dissesto quasi certo. In più, ci sono altri 150 comuni in una situazione al limite: in tutto servirebbero 100 milioni di euro per ricucire il tessuto amministrativo siciliano. Ma con i trasferimenti dalla Regione fermi al terzo trimestre 2013 e il saldo dell’anno scorso, l’Anci Sicilia non intende soprassedere e passa alla linea di protesta dura. Quasi un aut aut: o la Regione inizia a collaborare, o si invocherà l’intervento dall’alto.

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Orlando, intanto, ha scritto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, per chiedere la convocazione di un incontro con i sindaci siciliani, , che dovrebbe tenersi a breve, in modo da affrontare la situazione di difficoltà dei comuni dell’Isola ” tra riforme mancate e criticità finanziarie che mortificano livelli e qualità di servizi resi ai cittadini ma anche per far conoscere le iniziative in corso dell’AnciSicilia”.

A proposito dell’emergenza abitativa a Palermo, Orlando poi si dichiara pronto “ad assumere l’onere come sindaco di requisire gli edifici dell’Ipab (istituti pubblici di assistenza e beneficenza, ndr) per destinarli ad abitazioni per i senza casa. Questi carrozzoni regionali devono essere smantellati”.

All’Assemblea dell’Anci Sicilia interviene anche il presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars, Antonello Cracolici (Pd). “Stiamo attraversando una fase difficile abbiamo il dovere di trovare sedi per discutere – sostiene Cracolici. – Non condivido il messaggio di Crocetta che ha detto che questa assemblea e’ senza motivazione; cosi’ come non condivido la posizione dell’Anci che individua nella Regione il nemico assoluto. Il problema della Sicilia non e’ la Regione, dobbiamo avere il coraggio di continuare sulla strada delle riforme”.

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“Questo clima di tutti – aggiunge il presidente della commissione affari istituzionali – contro tutti non serve a nessuno. Il problema è ripensare il sistema delle autonomie avendo come faro il risanamento e la riduzione dei costi. Offro la sede della commissione Affari istituzionali all’Ars come luogo di condivisione per provare a costruire soluzioni comuni”.