Nove deputati dei gruppi parlamentari Megafono, Democratici Riformisti, Sicilia Democratica, hanno presentato, nel corso della seduta dell’Ars di ieri (17 giugno) un ordine del giorno per invitare l’Assemblea regionale siciliana, il presidente della Regione, il Presidente della stessa assemblea e più in generale i politici, a riassumere un ruolo di programmazione, indirizzo e controllo, nella consapevolezza che urgono riforme istituzionali e norme di semplificazione che possano modernizzare la Sicilia, creando le condizioni per una ripresa dell’economia e dell’occupazione .

“L’attività parlamentare – si legge nell’odg – deve ritrovare la giusta condivisione per realizzare quelle riforme che non possono più essere rinviate attraverso una capacità politica di confronto e dialogo che superi sterili contrapposizioni che troppo spesso mascherano personalismi e contrasti politici che non riguardano programmi da realizzare ma il chi debba esser il manovratore o se questi debba esser sostituito. Fuori dalla metafora non è accettabile che i contrasti condizionino la vita della Regione in modo così pervasivo e non è accettabile che il presidente della Regione venga posto continuamente in discussione”.

Secondi i nove deputati “la politica deve prender atto che se i risultati elettorali in alcuni casi sono stati deludenti per le forze della coalizione di maggioranza lo sono stati per responsabilità comunque diffuse, spesso determinate dall’assenza di regole e dall’esibizione muscolare di conflitti inutili. Bisogna riprendere il progetto politico iniziale ed aver la capacità di realizzarlo fissando punti che siano condivisi dalla totalità delle forze politiche della maggioranza , riunendola e stimolandola su un percorso comune che dia risposte , senza ostacolare l’azione di governo ma, al contrario, sostenendola con soluzioni condivise dove si dimostrasse lenta o incerta. Accanto a questo la necessità che il governo nazionale apra un sereno confronto con la Regione per la definire un piano finanziario riconoscendo quelle entrate tributarie e quei finanziamenti che competono alla Sicilia e che troppo spesso sono oggetto di infinite discussioni – e peggio ancora di strumentali difficoltà – che mettono a rischio le finanze regionali .

La politica deve ritrovare la capacità di lavorare PER e non CONTRO perché i conflitti non sono nell’interesse della Sicilia , non creano occasioni di dialogo e confronto , ritardano scelte soluzioni e sviluppo e alimentano solo sfiducia e antipolitica .